AD OCCHI CHIUSI

Sta piovendo sul bagnato

ed é fluido dormire

al tepore di candele antiche

smemori testimoni d'un respiro lucente

se ora e per sempre gelido

é il boato del tramonto.

In agrodolce confusione mi pietrifichi

se apri quegli occhi

tu, nel penombroso giaciglio

ti raggiri, ti diverti a nasconderti

sotto lenzuola bianche, verginali peccatrici

del tuo pudico corpo.

Così sei riuscito ad ingannare i miei sensi

mentre spiccavano il volo d'intensa intimità,

mentre mi dissolvevo con aroma d'incensi,

mentre incidevo amati momenti,

mentre ti desideravo ardente nel sangue.

Chissà se unico per sempre sarai...

Dove? Là...

Ritratto ad occhi chiusi.

_____________________

ANCORA

C'é una relazione

tra il mio gelido niente

ed il mio triste nessuno,

C'é una causa latente

che mi porta a chiudere gli occhi

su ogni pianto confuso

a spiegare ali di carta ad ogni parola

che sprofonda soffocata dentro.

Quale? L'infinito.

Infinito é il mio cibarmi di dolore e pazienza.

Nel logorio di ogni utopia

non c'é felicità

che possa puramente afferrare...

...non c'é mai stata.

E' come un morboso farmi male,

é un circolo tortuoso incontrollabile,

monotonamente presente

che mi porta a dar ascolto al mio istinto

quale irrinnegato traditore

della sua atea posseditrice.

Forse basterebbe che mi fermassi

nella guerra dell'adempiere

al mio inutile, denutrito

bisogno d'affetto.

_____________________

DESTINO

Tu il tuo destino,

io il mio,

una stella la sua sorte

sperando che sia quella di cadere

in una notte cristallina

perché sto aspettando che avvenga.

Allora col naso all'insù

miro lembi notturni

come se arrivasse una risposta

al perché il dolore cade dentro

e s'annida infiltrato ed irrumore

ma tra tutti eclatante.

Il dolore ed il fato, due rumori assonanti;

il silenzio e le emozioni, due suoni fusibili.

Io e te,

due pulsioni aritmiche,

una scintilla fra cielo e terra.

E' scritto da qualche parte che avrò

come sempre solo annichilenti

insaziati dubbi

ma non saprò mai dove.

E' forse il destino del mistero

o il mistero del destino?

_____________________

 

FLUTTUI

Inarrestabili gocce

picchiettano noiose il mio sguardo

perso, riflesso sul vetro

dal quale osservo una stella eclissarsi.

E' là che vorrei rannicchiarmi

lontano,

dentro una conchiglia socchiusa

per tuffarmi in ogni emozione passata,

ogni volta che voglio,

per poi risalire la corrente,

balzar fuori e ricadere ancora

con l'eleganza d'un delfino,

con lo splendido luccichio

d'ogni singolo zampillo trafitto dalla luce.

Luce alla quale non so sorridere

quando é quella dell'alba quieta,

alla quale non so cedere al pianto

quando é quella del tramonto pensoso...

...e non ho espressione

né prima

né poi.

Grava, dolce Apollo Mio

ma mi sorprendo ancora una volta

a scrivere per non dimenticarti

mentre tu non hai ancora ascoltato il messaggio

del mare, lui sa dove trovarmi.

_____________________

 

INCORREGGIBILE

Maglie si intessono

di nebulizzate fragranze notturne

é il compimento dell'incantesimo

lo stesso che inonda d'oro

il minuscolo nido

emerso dal più imo sentimento.

Dovremmo essere lì

due senza "noi"

ma chi te lo può suggerire.

Naufragata in quest'isola bianca

attendo l'amica notte

quale maliziosa audacia

che annoda duttili fili dei desideri

arrampicati verso la china della coscienza.

Bella malinconia.

Non rimane che l'ermo veleggiare

su così melodiche ironie

e chiedersi il perché di tanta nostalgia

di tutto e di niente

al di là del fare,

del pragmatismo

che riempie le mie giornate

senza ritagli d'ossigeno.

Cosa sei se non il mio

sogno in una notte di mezza estate

nella quale un delirio arrogante m'aggredisce

fracassante come la mia tristezza tranquilla,

lassa ma forte,

ancorata incorreggibilmente

al mare.

 

_____________________

LACERAMENTO

Per quanta indignazione ho mangiato e digerito

mai e poi mai così grande compassione

ho avuto per il mio povero cuore

ora che cuspide nitidezze sgorgano zampillanti

dal sottosuolo del troppo bene che ti voglio.

Bersaglio d'ingiustizia é la mia non più ragione

tu sei la mia punizione in quanto complice di vita perfetta

ma non sai che piango lacrime sanguigne.

Al contrario io so chi ne riversa sulle mie

ma tu mi hai morsa col veleno del tuo essere

facendomi tua goccia dopo goccia

mentre aspetto insonne nella devozione

che tu faccia ritorno annunciato dalla luna

unica compagna di assenze laceranti.

Non scorderò più il tuo volto né il tuo profumo

quanto meno la nobiltà del tuo animo

Sarò sempre qui perché so che tornerai

a nutrirti del solo sangue che può farlo

il mio.

_____________________

OMBRA

Seduta nella materna sabbia,

dove l'acqua fluttua gentile,

l'indifferenza legittima rispetto nei tuoi tratti

dove ripongo l'essenza dei miei bisogni.

E' il tuo quotidiano essere a sorprendermi

scoprendoti in armonia con me e col mondo.

Vorrei mi istigassi non un'emozione in più

ma proprio ora ritorni estatico

oltre ogni apparenza.

Vorrei averti trovato io

nel tuo imprimere tenerissime gioie

come pietruzze d'umile orgoglio

invece mi ferisce immaginare

il movimento delle tue mani che concretizzano.

mi resta solo emularti

qui dove solenne contro scogli

brezzeggia il vento solare.

Le mie iridi fanciulle di ieri e domani

catturano gli arabeschi;

...qui dove tu sei il mio compagno ombra.

_____________________

PENA

Triste compagna del dolore

é la notte

fenomeno custode

di sentimenti geni ed ingenui

da quando luminosa madera del buio

la luna sorride.

Tu notte sfrutti il tuo mistero

per entrare tra i meandri

dell'insonne dolore

che non aspetta te per aggredirmi

ansioso di pietà

agisce spregiudicato

sul puro respiro del cuore

e sarà infinito

finché sarò il cammino di un dolce suono

che danza infante di virtù

tra le pareti del suo scrigno.

Triste e sola compagna della tua anima

sempre sarò io.

_____________________

 

SE...

Non gettare la tua sublime anima

Mai

Perché non si sa se

e da chi verrà raccolta

chiudi gli occhi e pensa

prova a fermare l'impeto della tua realtà.

Prova ad immaginare d'essere una carezza

una carezza che arriva

con la sua affettuosa ironia.

Anche se giunge dal freddo senza confini

essa ha il potere di bruciarti il sangue.

Ora apri gli occhi.

Anche se non potrai mai vedermi

sappi che sei la mia carezza.

_____________________

 

SFERA

Il cerchio non si é chiuso

o forse un'altra spirale

trivella un nuovo suolo

fagocitando respiri ebbri

per cui il magma avvampa

grida orgasmiche.

Eterna energia

prego te, chi altro!

magnetizzami per condurre lontane

crisi murate d'oro

che deridono sogni inaciditi.

Ho fatto di me un perpetuo sonno

dove echeggia

un'unica magnitudine,

dove stilla canti silenti e stanchi

il mio desto servo leggendario.

Sventra perplessità

o dardo divino,

fa di me la sola oasi

a possedere la sua sete.

Sospirata beatitudine,

nella platinata selene

dimora la disumana sfera armoniosa

massimizzata in te amato amore.

_____________________

STIGMATIZZATI

Orfana di sogni notturni

oramai

non é rimasto nulla

di cui privarmi,

non altro che insipienze.

Allucinata da sicurezze

morse da fiori di loto,

annego nel buio più denso

del mio stesso dolore.

Sguardi lancinanti

verso diaboliche ironie,

orbitano tra verticalità vertiginose

come vili implosioni

provocando triste disagio

fatto di ipocondriache solitudini.

Ti raggomitoli nel tuo enigma

ma stridono nitidi quegli occhi

che mi incastrano spregiudicati

tra una sinergia e l'altra.

E quel silenzio...

Lo indosso come la mia pelle

mentre il tuo ego smagrisce lasso

di violenze che ti fai.

Inerme a tutto questo

ho solo possibilità di dire

che siamo l'uno nell'altra

stigmatizzati.

_____________________

 

IL VENTO

E' il vento che mi urla contro

e si sfracella urtando i vetri

per sfidarmi.

Vince chi mi fa più male.

Bevo il tempo come ambrosia,

ma è solo assenzio

quel verde putrido dei miei occhi

mentre la primavera gocciola

ancora timida, ancora viva,

senza che io possa vederla

perché ho la tua immagine

iniettata nel cervello.

Posso ancora sentire

il lavorio, però,

della dinamo che ho nel petto

che tu hai innescato

in ore ancora invernali.

Sterili indizi

rendono colpevole la mia speranza

di essere sicura che ti avrò.

Allora la mia anima sublima

ad ogni contatto

librando foglie di lana

che il vento mi infuria contro

perdendo ogni loro cellula di dolcezza.

Nessun eden é il mio asilo

se non il tuo.

Ovvio... Vince sempre lui: il vento.

                                                        Lucrezia

 

 

Le nostre poesie