Avrei voluto non doverti perdere

 

Lungo una stretta via

tacita e nervosa,

priva d’amore e di certezza,

percorsa dal silenzio della gente,

noti passi, li sentivo andare,

era lei mentre se ne andava

sentivo il suo profumo che svaniva

avrei voluto 

non sentire, non vedere, essere cieco e

il profumo dei fiori, 

non avere mai sentito.

Avrei voluto sentire il cuore mio gelarsi,

non fu così, il calore, prima diffuso, si concentrò

scaldò, bruciò, cenere tutto diventò

che il vento sparse.

Volevo sentir morir l’amore

prima della vita,

non fu così, rimase vivo.

Avevo letto, molto tempo prima:

avrei voluto non sapere leggere;

volevo che i miei occhi non sapessero piangere,

ora sulle gelide guance scorre il pianto

Lungo una stretta via oscura e fredda,

ramingo, come un pazzo ora vado.

                                                                                                    Cenzo

Le nostre poesie