Cosa voglia dire mare
di luigi diego eléna
Da questo bordo a intingermi la pelle.
Un sì a prendere forma radici consumate.
I denti del coraggio di sollevare
una torre saracena
che da vaso coltiva il baciccio
bevendo nella macaia.
E ciminiera fuma alto e assaggia fiato miraggio
per quell’orizzonte che non finisce mai.
E' tutto uguale nel segno del suo costato.
E mai indice l’ha mai sfiorato
neppure l’unghia dell’agave spontanea.
S’accontenta ripetuto gesto.
Sale il cipresso che all’olivo s’accompagna
alle aride di lavanda
senza spiegare un’onda sdoganata.
Frangendo si cela ai miei occhi
nella benda dei corsari.
Alza i piedi dal fondo
e si lascia portare.
Ma sa cosa voglia dire mare.
Luigi Diego Eléna