Ho il cuore rammendato

Ho il cuore rammendato.

Al far del giorno, dormivo.

Qualcuno mi passò accanto,

vide brandelli sparsi,

parevano brandelli di stoffa colorata,

erano tutti attorno,

pazientemente, li mise insieme,

poi cercò ago e filo

e con un rammendo li unì.

Ora ho il cuore rammendato

non so chi ringraziare

ma non te,

tu lo hai lacerato,

come si lacera un foglio.

Come un fiume che scorre verso il mare

sei passata impetuosa,

trascinando senza ritegno,

consumando, come il fiume

nel suo letto.

Io fui il letto di quel fiume

e tu l’acqua.

Ti ho accolta,

scorrevi, impetuosa , inafferrabile,

scivolavi fra le dita,

ho tentato d'imprigionarti,

le mani rimanevano umide,

di te non mi restavano

che minuscole gocce,

poi, il sole le gocce asciugò.

Ora non ho nemmeno quelle.

 

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Questo sentimento

Questo sentimento,

intrigante, profondo, intenso,

ci lega insieme

con lo stesso cingolo,

Questo sentimento così caldo e

nello stesso tempo così gelido,

come un cane senza collare,

si lascia da tutti accarezzare,

nessuno gli è padrone.

Questo sentimento

culla di ardenti passioni,

sa estasiarci come le parole di un poeta,

sa essere dolce come la carezza di una mamma,

puro come la neve sulle alte cime

devastante come un tornado.

Questo sentimento

capace di lasciare marcate impronte,

di farsi obbedire senza proferir parola,

riesce a fondere insieme i nostri tempi.

Questo sentimento che diventa

lucerna nelle notti disperate,

non sa indicarci come non farlo appassire.

Vincenzo detto Cenzo

 

Le nostre poesie