Poesie di Diego Luigi Eléna
tratte dalla raccolta "Vena di Mare"
_________________
Amore amato
Una scia
e a quelle onde di ritorno
affido un bacio.
Che sia il battito del cuore a guidarlo,
come una bussola
sulla rotta del sentimento.
Avrà occhi per te,
luce in un messaggio
anche nel buio
di un distacco
che tu ricuci paziente,
filo dopo filo,
fedele tela
d'amore amato.
_________________
Stato d’animo
La vela in trasparenza,
a luce radente,
sembra un mosaico sconnesso...,
navigo controvento,
una bolina stretta,
mare agitato...,
bavero alto
al vento
sfida e provocazione,
fatte di polemiche
e notti insonni,
di segreti e retroscena,
seguendo un'indicazione
di una fuga.
Succede davanti a me,
quando l’istinto è la rotta da seguire,
poi, come nella gara,
la virata alla boa
ed ecco il contrario...,
la bonaccia...,
il vento in poppa scarso,
chiudo gli occhi,
piego le vele
e a remi,
lentamente,
rientro nel porto
per l’attracco.
La vela é trasparente,
la luce ampia...,
si è ricomposto il mosaico.
_________________
Il luogo del tempo
Davanti al porto:
incanto,
se chi ti deve passare a prendere
è.......
è un attimo
e ti ritrovi a correre sulle rotte dei perché
e non c'è nemmeno un faro
a dirti quando attraccarti.
Poi pensi che stai sognando
il messaggio intenzionale o inconscio del destino
e che forse il porto
è...
il luogo del tempo;
dove si guardano le ombre delle meridiane,
gli orologi che il tempo ha scolpito
sui muri di un bastione,
come i difetti dei marinai,
per l'immediatezza di uno sguardo
oltre l'orizzonte del domani.
Il porto,
come arrivi e partenze
e pochi minuti in più o in meno
possono far la differenza.
Quante navi ognuno ha rimpianto
su cui poteva salire
e invece è rimasto a terra,
mancando l'appuntamento della vita?
Il sogno nel cassetto?
Il sorriso di un'illusione?
Ad oggi di tempo n'è passato parecchio,
oltre le forze disilluse del mondo.
É come aprire un ombrello sotto l'arcobaleno.
Cerco di salvarmi la vita,
non come cinico rampante,
ma come sognatore incallito.
Accarezzo bandiere d'ansia,
opinioni di un gusto romantico,
verso la semplicità,
per incartare il tempo buono.
Sogno che sulla banchina
a passare a prendermi
ci siano due mani tese,
non il vuoto di un occhio cieco:
...meraviglioso...
_________________
Lenzuolo di "tsunami"
Quiete di mare
un lenzuolo a frange
accarezzato ricamo
dalle risa e capriole
dalle voci in sottofondo sincopato
dall'eco sereno
terso e profondo trasparente.
Soffice lido
tiepido cuscino
ricamo
frangia
tra le piume di palmeti.
Ai bordi dell'orizzonte il silenzio rilassato
e poi in punto d'irraggiamento
il tuffarsi del vento gelido
nel mare
cerchi che si dilatano
per spezzare il filo dell'orizzonte
ed emergere sasso fiondato
dal filo dell'orizzonte teso
che aprendosi si alza
in volo ad abbattere i birilli d'umana pietà
affacciati lungo uno sguardo
gelidamente bloccato.
Mano prepotente arrogante sprezzante
voce urlante
ad ogni fianco s'insinua paura
scarica
inonda
cancella.
Ho visto.
Ho visto
nuotare il vento
sul mare
per allontanarsi
ed affondare sasso affogato
alle mie spalle
io zattera alla deriva
sopravvissuto
minuscolo punto d'osservazione
attonito
muto deposito
nelle viscere di una cassa armonica
vuota di risonanza
avvolto all'orizzonte spezzato
filo tratteggiato
remissiva corda spezzata
tremante
sotto il lenzuolo di "tsunami".
_________________
Risveglio ancora
Luminosa sabbia,
nel silenzio che m'abbandona
fuori dal chiarore riflesso
delle mie orme,
imprimi sulla battigia
tutto il mio risveglio,
traccia d'insonnia, agitazione, irrequietezza
dell'onda respinta.
_________________
Al levar dell'ancora
Un oblò in un cielo grigio.
Nel fasciame di un guscio di noce
s'apre la palpebra di un bulbo di sale
dal cristallo del mare.
Fasciano lo scheletro
di bianchi rematori
alternativamente i ciuffi
del pelo d'acqua della scia.
Scorre sul profilo il sudore
lungo i blocchi di marmo della luna
dalla sorgente alla foce
che imperla la fronte.
All'ansia ti attendo.
Diego Luigi Eléna