Dell'ode conchiusa o del bisogno

 Cantami l'ode al giardino dei passi conchiusi

il cammino finito dei percorsi confusi

schiudi le danze ai petali di una sposa recisa

l'ansito pesante lento e incostante

l'orgasmo fallito dell'ultima amante

la rosa colta al limitare del significante

Trasmuta il mio vivere aviobordeggiante

contempla l'inatteso ardore tra la serpe e l'amante

afrore non retto da ritmo e armonia

frangi la chiglia che non solca i tuoi possibili mari

spezza la fune dell'inattesa desistenza

tronca l'infinito della tua inopinata quiescienza

Regala una qualsiasi gioia ad un solo e semplice sorriso

giustifica la vita di un solo attimo di noia

fermati ad accordare l'insignificato istante

cogli la liquida distonia del tuo vivere distante

….sei soltanto un sogno al limitare di un campo

dove lesto un dio ha lasciato più di un suo bisogno

F.

 

( Grazie F. Sarò felice quando toglierai quel "punto" dopo la lettera F)

 

Le nostre poesie