Dimmi che lo vedi anche tu

Dimmi che lo vedi anche tu

quest’orizzonte

dove le lacrime dei sogni

e dei desideri

possono confluire

in glorioso unire,

lo senti, è il mio cuore,

che ad ogni alito di speranza vibra

e sa amare anche una voce sconosciuta

e ora il silenzio che allontana

che compie il misfatto del dubbio

…parlare …tacere,

ma stasera le stelle fanno da falò

per le nostre divinità

sono dipinte sull’anima

che hai intagliato come una tela

per la mia fantasia,

per il tuo silenzio,

e ho cercato demoni e beffe della vita

per darmi una ragione,

una ragione per cui sempre sul più bello

è un miraggio,

e ora dimmi che la stella del desiderio

che è calata nei cristalli dei miei occhi

ha incrociato anche i tuoi.

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A Marta

Tu sei morta, andata via

mentre un velo di follia

strapazza la verità

mortifica la dignità.

Qualcuno distrattamente sorride

mentre qualch’altro, in te, un angelo vide,

e una lacrima domina furtiva

fin dove la rabbia arriva

per poi gridare come e perché

coscienza, mio Dio, dov’è?

Con te ho riperso Dio

e forse il rimorso è anche mio,

e forse… sarà ancora eternità

laddove il corpo lascia l’anima alla serenità.

MA C’E’ UNA VERITA’ SENZA AFFANNI

NON SI PUO’ MORIRE A VENT’ANNI.

 Dedicata a Marta Russo

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Non osate

Non amo la vita

più di quanto non ami già la morte:

è una questione di equilibrio,

e se la Temide dalla mano destra armata

un giorno mi chiamerà lungo le oscure strade dell’infinito

potrò fare di un timido sospiro

la più violenta vendetta che un uomo possa immaginare,

ma non osate voi,

che dell’udito sperate solo,

di poter conservare in memoria

l’ultimo rantolo del ribelle,

sarebbe troppo pericoloso concedervi tale onore,

potreste comprendere un minimo di dignità

che dall’inferno vi sputerò contro,

oh no, restate dietro al vostro pastore,

che vi protegge per quel che siete,

non cambiate la vostra indole,

un giorno lo faranno i vostri figli,

e allora un’immensa e tragica risata

vi sommergerà da valli lontane

e da tempi da troppo andati.

 

Dedicata al poeta Alekos Panagulis

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Dialogo con la tartaruga

Guardo una tartaruga,

le domando perché va così piano.

Mi guarda attonita e mi risponde così:

- non sono io che vado piano

siete voi ad andare troppo veloci,

non guardate neanche dietro cosa avete lasciato,

spesso perdete tracce di sogni

dalle orme veloci

lasciate sulla spiaggia della vita.

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Gocce in caduta libera

Strade scoscese lungo la mente

la mia coscienza è perdente

e risparmiatevi dal mio sguardo

voi che di falso peccato fate baluardo

la vostra santità rinnega Maddalena

il vostro tradimento è da ultima cena.

La carta pretende far morale e giustizia

ed il potere solo soldi e milizia

ma in questo ballo in maschera

ci sono ancora gocce in caduta libera

e la storia lo ha insegnato

questo mondo ne sarà inondato.

L’arte vive in celle fastose

prostituendo le mani talentuose

non chiedendosi della disperazione

una bocca affamata rovina l’ispirazione

ormai i maestri allenano le loro lingue

per esibirsi in spettacolari lusinghe.

La vita rincorre la morte

in un gioco che sa di sorte

mentre il re-boia parifica i salmi

con una mano semina pace, con l’altra armi

e scopro dell’innocente l’ingiusta agonia

atroce sacrificio dell’immemore follia.

E il silenzio si fa confusione

dopo aver riscoperto l’acquazzone

gocce in caduta libera con determinazione

al di fuori d’ogni canalizzazione

e la storia lo ha insegnato

questo mondo ne sarà inondato.

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Ho un sogno

Ho un sogno

Un sogno filtrato da una lacrima di Dio

Grandine di pensieri

Granite per l’anima

Uragano fra le nuvole

Fra i cirri delle speranze sole,

il sogno è fiorire poesia fuori stagione

quella di un mondo di fratelli

dove i colori non siano fardelli.

Gerardo Sorrentino

 

Le nostre poesie