DOLCEZZA
All’alba
di questa mattina,
un uccello cantava
sul ramo d’una betulla,
la sua dolce canzone.
I piccoli fiori di prato,
dolcemente,
ondeggiavano al lieve
soffio di brezza.
Nell’acqua limpida e chiara
i pesci, allegramente, nuotavano.
E tu, piccola
e triste fanciulla,
perché non partecipi
alla gioia ed alla soavità,
che c’è nella vita?
Talvolta,
è sufficiente udire
il cinguettio d’un fringuello;
basta vedere
un mughetto olezzante;
è bastante pensare
a un delfino gareggiante
con le onde perfette
dell’oceano:
per assaporare
e per conoscere
un nonnulla
di dolcezza e di gaiezza.
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SCORRE IL FIUME
Sotto ponti
densi di pace,
il fiume scorre,
fugge lontano,
e mai s’arresta.
Il fiume passa,
mormorando
e sussurrando
dolci parole
sotto la lieve carezza
del vento.
Scorre il fiume
sotto lo sguardo
dell’astro dorato;
sotto l’azzurro infinito
del firmamento,
modulando
l’eterna ballata.
Passa il fiume
sorridente
ad ogni prato,
ad ogni creatura
ed ad ogni stella
che man mano s’accende.
E’ notte, ormai,
ma l’acqua fiumana,
continua il suo percorso,
cantando
la calda ninna nanna
ad ogni cucciolo di mamma.
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ESPERIENZA DIVERSA
Autobiografia.
Io, non come
ogni bimbo
nell’età d’un anno,
ho potuto recarmi
incontro alla mamma,
muovendo
i primi passi.
Io, a sei anni,
non mi sono
trovata sui banchi,
ad udire la maestra,
intenta a spiegare.
Io ero
in un maestoso
Istituto fiorentino,
lontano
dal mio nido
e dalla mia famigliola;
dove imparavo,
lentamente,
i barcollanti passi.
Intanto,
il tempo dell’infanzia
trascorse veloce,
con prove di dolore,
d’incomprensione,
d’umiliazioni
e di delusioni;
ma nel mio cuore
splendeva sempre
il sole.
Studiai con gioia
e ardore.
Mi formai
una cultura personale.
Io, giovane donna, spastica,
ho avuto un’esperienza diversa,
da voi, normali.
Eppure, cerco tuttora,
d’essere forte e solare,
con immutata fiducia
in un avvenire migliore.
Silvana Pagella.
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