Pubblicate presso SBC Edizioni di Ravenna, con il titolo "Per
una strada"
Per una strada
Per una strada senza fronde
si aggira furtivo e svelto
il nostro inconscio senso,
passa e non si ferma,
continua ad andar via
e non si sa dove mai sia.
(10/11/1998)
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Desiderio improvviso
Dolce rimembro il
tuo bel viso,
creatura di rose,
un canto, una sognante armonia
ascolto!
Ti vedo nell’impeto d’amore,
nel desiderio improvviso,
amore!
Sulle ali della fantasia
ti immagino
e ti sogno,
creatura di rose.
Come sei lontana,
come ti vedo distante,
solo una musica,
solo una dolce armonia,
mi resta.
(22/5/1999)
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Vedevo
le stelle, che rilucenti
sul mare si specchiavano;
lo sguardo ammirato e l’emozione
si perde e lieta s’immerge
negl’ampi rivoli del ricordo,
e le luci si rincorrevano,
e lo sguardo vi si perdeva
nella memoria,
nel ricordo che si annulla,
nel tempo passato,
che non ritorna.
(21/12/1998)
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Il Mare
Come i nostri pensieri è il mare,
scroscianti acque,
ondeggianti flutti,
onde che vanno senza ritorno
e i nostri pensieri così,
vanno, vanno:
in questo ondeggiar,
in questo scolorar
d’acqua salata
è il nostro errar.
Così, in un mar
d’immenso sopor
il cor s’inabissa ancor
e dolce mi vien all’anima
il suo ondeggiar,
in una suprema quiete.
(27/1/1991)
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Cime
Cime inesauste
ove al marinaio si espande
un orizzonte rapito,
tacito infinito.
Candide albe di ricordi vissuti,
sogni remoti.
Aurore nascenti,
tepori sonnolenti,
rumina un’aria salmastra,
un’amica solitudine
gli rammenta l’orizzonte,
quell’alitar di acqua salata,
quel dolorar del mare profondo.
(14/6/1994)
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Memoria del passato
Tempo, che ricopri
densa polvere,
silenzio, silenzio è la memoria,
barlume di verità innanzi al presente.
Le grida, le voci sono ormai spente:
sol risuonano nella nebbia del tempo.
In notte oscura
il vento soffia impetuoso,
istante per istante:
forse rimani smarrito innanzi
all’infinito silenzio ch’è il futuro!
(7/7/1998)
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Un'ambulanza a sirene spiegate,
sinistro evento che sfrecci
sul mio sguardo pensoso,
sul mio agire dubbioso:
piccola ambulanza,
che forse rincorri la vita,
che forse è finita,
ma vai a sirene spiegate.
(9/11/1996)
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Così, a
un orologio
la vita io paragono,
che ha lancette
sconnesse, ritorte,
che va avanti e indietro:
quando verrà il momento,
dirà l’ora esatta.
(15/10/1996)
Emanuele Marcuccio
Le nostre poesie