Giovani ed allora

 

Puzzavano di birra ubriachi perfettamente consci e trasformati

dalla lunghezza degli inossidabili eterni. Non conoscono la

mia grafia, puoi scrivere di me ed io riconoscerò

solo in tuo argomentare e non per dimostrare l’errore.

Non provano più neppure il disincanto, l’obiezione, l’effetto.

Lasciano cadere ogni richiamo, relegano

i valori e le domande, il senso, l’immaginazione e le cartoline.

Acquisisco guardandoli storie e dispute, proseguo in un orizzonte

sapienziale, un comune prodotto

dell’emotività che mi dà il segno vagante di nulla.

Particolari abbinati all’essere ed al fare quotidiano. Sono stanco di

giungere al traguardo senza stupirmi dell’arrivo.

Giorgio

 

( Grazie Giorgio per le poesie che mi hai permesso di inserire. Difficile distinguere il pessimismo dalla quasi eccessiva sicurezza di giudizio... Marzia)

 

Le nostre poesie