Il Teatro dei Pupi siciliani

Figlio,

nelle tue vene

scorre la passione e la forza

dei grandi Sultani dell’Islam

che invasero le terre di Trinacria

spargendo sangue e seminando terrore…

E fecondarono tenere fanciulle

del loro seme caldo e superbo

che, ove accolto,

generò vita nuova

e speranza di pace.

 

Io, come una di quelle fanciulle,

amai il mio Sultano

e fuggii con lui

in una terra sconosciuta e lontana.

Oggi vivo la sua vita

all’ombra di un harem nel deserto

nel mistero di un amore

celato ad occhi profani.

 

Egli accende i cuori

ma lascia la luce che essi emanano

ad altri…

Fa fiorire gli alberi anche nel deserto

ma altri ne godono i frutti gustosi…

Partorisce figli

che altri adotteranno…

Nella pace infinita del Suo Cielo.

 

E se il mio signore è lontano

canterò per lui un silenzioso canto…

Dovunque tu sia

sarai sempre nel mio cuore,

nella mia anima,

in ogni fibra del mio essere.

Perché, seppur tu abbia fattezze di uomo,

non sei solo un uomo.

Né hai altro nome

se non Amore.

                                                                Marilω

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