Poesie di Ivan Gallozzi
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Un cigno di neve si scioglie all’orizzonte
d’ogni tua primavera -
stille di sangue il volto abbracciano in
semicerchio -
raccolto il dolore in vasi di gloria s’attende
invano la meritata ricompensa -
quando il vento scivola tra il corpo e le mani,
vampe di fuoco t’accendono il cuore -
Bruna è l’assenza che più mi manca,
l’assenza che più non torna trasforma -
Ieri è ieri, oggi è ieri e domani è domani. -
In questa confusione mi ci perdo, se il tanto
mi da poco, allora è ancora inverno. -
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Maggio 1997 ore 2.15
Attraversando in automobile la pineta di Lido dei Pini
A Gemma.
Ricordi Gemma.......
Quando a mezzanotte abbracciati
Nell’oscura pineta fondevamo i nostri corpi?
Fitte tenebre - mostruosità titaniche
Avvolgevano la passione lasciando
Solo uno spicchio di luce alla luna.
Gabbiani liberi - liberi di pensare solo a se
Stessi.
Ricordi Gemma........
Ricordi quelle notti che segnarono il
Giorno?
Oppure non ricordi più.........
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FESTA DI PAESE
Fasti e balli si rincorrono
nella piazza
luci, vetrine, banconi
vendono fantasie d’ogni colore
gente per mano e seduta e danzante
bevono vino e mangiano adagio.
Lontano da balli e da luci
due giovani fanno l’amore
favoriti dalla tenebra notte
sotto un manto stellato turchino.
Tutt’intorno è rumore e allegria
e gli spari s’innalzano in cielo
poi pian piano ritorna la quiete
la festa finisce, e noi andiamo via.
(Dalla raccolta "Figli nel vento")
Ivan Gallozzi
IVAN GALLOZZI