La figlia del barbiere

Ma tu non sei la figlia del barbiere?

ti conosco da quando non eri consapevole,

ho visto i tuoi occhi prima che loro vedessero te.

Ricordo il cortile, il negozio, il profumo...

il taglio capace dei lombi che ti diedero vita,

un cane fedele, ovviamente marrone, correre incontro ad un gesto.

Mi guardi stupita, capisco il tuo disagio,

tu che di me non ricordi che le parole appena pronunciate,

eppure vederti, che emozione !

Il passato che esige il suo tributo,

feroce come quella bestia del destino e vile come quel cane in cortile.

Sorrido, ti tendo la mano e con la stessa saluto i ricordi.

Il cortile, il negozio, il profumo e il cane marrone sono la pula

che il vento separava dal grano nel cortile della mia infanzia;

mi arrendo al presente che vince su tutto

e con uno sguardo di immensa gratitudine mi allontano dai tuoi occhi

che si stanno chiedendo: chi era quell'uomo...

                                                                        Samuele Ardig̣

 

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