La mia guerra la vedo così.
C’è un silenzio plumbeo e un mare senz’acqua
Non trovo un silenzio meno forte, ma è troppo intenso.
Neppure le parole danno una richiesta di pace e
un suono si confonde. Non mi piace guardare
il nulla e sentirlo dentro di me.
Ho un silenzio senza fine, un rombo e una parola
lanciata, scagliata come una pietra, una bomba
contro un mosaico di cristallo. A volte mi piace
sedermi a guardare nell’unico ponte
assordante dei tuoi occhi impauriti. Aprono le porte
di una stanza dove tutto è immobile e un
telo scuro ricopre la finestra. Da qualche parte
entra la luce. E' impossibile non sentire
il canto delle sirene ammaliatrici in una portaerei.
Non apprezzo il silenzio
del sistema di trame e ragnatele.
Non so trovare una giustificazione del mio essere,
qui in questa guerra che non voglio.
In questo momento mi dispiace.
Sono indifferente ai fiori di gelso.
Giorgio
5 novembre 2001