Lombra dei rimpianti

 

Nei verzieri dell’incoscienza

ho coltivato i tuoi eccessi,

nel pelago dei giorni confusi

ho pescato la tua solitudine,

nell’etere degli indugi

ho visto volare i sogni perduti.

L’eterna visione ci ha rapito,

adesso vaghiamo

in un mandalico labirinto

da cui nessuno uscirà,

mentre fuori ci aspettano.

Figli silenziosi,

burattini seppelliti nell’incertezza,

ammaliati dalla folle brama oscura,

non toccherà a noi

decidere la fine dell’incesto.

Figli delusi,

corpi abbarbicati nel magone perenne,

il signor nessuno è venuto a prendermi,

mi ha invitato a bere da uno strano calice,

per attingere i sentimenti coagulati,

dalla rabbiosa bestia annegati.

Un tempo avevamo

una dolce fiaba cui credere,

il florido monumento naturale,

due torri e il Vietnam,

ancora un posto dove andare.

Ora dimmi, quale sarà

la nostra nuova meta?

Dov’è dipinta

l’isola del libido connaturato?

Divina irrisione

di noi ciechi marinai

abortiti nel peccato.

Ricordi sospesi,

esiliati nella selva opaca,

anime ingabbiate,

coartate ai margini dell’autostrada,

lento gioco del languire,

così soli, così scorati,

ad inseguire treni

su binari obbligati.

                                                                            Andrea Salerno

Le nostre poesie