Mamma

Di tante istantanee

che racchiudono la nostra storia

insieme,

perché, mamma, il ricordo

si sofferma sugl’ultimi

anni della tua vecchiaia?

 

Eri così bella,

per me,

quando il mondo

t’osservava con pena,

volgendo lo sguardo.

 

Così bello il tuo viso

lunare,

gli occhi scuri

di mistero,

persi in un mondo

che mi escludeva.

 

Ma solo per me,

a fatica,

ti strappavi dall’incantesimo.

 

Solo per me

recitavi l’Ave Maria

della tua infanzia.

E, sorridendo,

tendevi le dita

verso il mio viso.

 

Miracolosamente risparmiata

dalle offese

della vecchiaia,

la pelle d’avorio,

ripercorrevi a ritroso

la scala

della vita.

 

Stringendo la tua

fragilità

al petto,

t’ho amata

come mai era successo

negl’anni del tuo vigore.

 

Dove sei ora?

Hai raggiunto il mondo

che solo tu vedevi?

 

Eri triste,

lo so,

quando, a tratti,

tornavi al mondo

di flebo e

carrozzina.

 

Come un uccello

strappavi

i lacci della coscienza

e riprendevi il volo

verso il tuo

regno di mistero

Lia

2 Novembre 2005

 

 

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