Poesie di Maria Patrizia Bianchi Cecchini tratte dalla raccolta All'azzardo dei giorni edita da Gruppo Edicom. L'opera è vincitrice del premio A.C.S.I Firenze Capitale d'Europa. Alcune poesie sono state in precedenza singolarmente premiate in altri concorsi.

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NELLA TORRE D'AVORIO (Premio Quarrata)

 

Dei traguardi raggiunti non serbo

che qualche ricordo sfumato.

La  vita sta fuori con le sue lame

e i fiumi che trascinano detriti.

 

Ciò che ci sfugge è un alito di vento

vaneggiamento in amnesie di cielo

respiro fra le pietre.

 

Cammino sui bastioni a contemplare

vaste maree di cofani dall'alto

e a sconfiggere l'urlo di sirene

col verso delle gazze.

 

Sui costoni d'intorno una peluria

a risarcire fenditure brune

cangiante nel riverbero del sole

 

Resisto all'omissione,

irrisione di luoghi irraggiungibili

di già segnati e attraversati in sogno

da altre ombre e colori

 

e al disguido del dubbio

se il vero sia racchiuso in questa torre

o nel frastuono di quel coacervo

negli spettri, nei tonfi di officina.

 

Scoccano dardi d'esistenza "in fieri"

in un tuffo di verde.

Tutto sembra sospeso, evanescente.

 

Solo al passaggio lento della luna

tenterò con il piede l'erba nuova,

la primavera appesa

a un fiorire di mandorlo.

 

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LE ROBINIE DEL NOSTRO DESIDERIO

 

Ci screzia il vento nel riflusso

di verde e spighe

di pensieri arruffati, di miraggi,

le robinie del nostro desiderio.

Pure mattini di luce opaca

hanno riferimenti

a stagioni sfuggenti, non perdute,

a un vasto possibile di grazia

non pari a quella lunga aspettativa

che lo prepara.

 

            (grumi di foglie chiare

sull'esile protendersi del ramo)

 

Poi quasi a un tratto s'apre

il breve spazio degli incantamenti

allo sguardo ammaliato,

ripetersi del già verificato.

 

L'eternità sta in questo riproporsi

anche di sciabolate di profumi.

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ALL'AZZARDO DEI GIORNI

 

Fugge la nube candida

sopra uno sfondo tridimensionale,

caròla sopra gli arenili

della mia fuga estatica

lungo l'azzurro perso all'orizzonte,

al confine del mare si riposa

all'ombra di due alberi.

 

In estate si fuggono i recessi

si assapora la vita, fresca polpa

di più vaste maree

nel guscio concavo che si dilata.

 

Lasciatemi per sempre questo amore,

un'allettante volta al divenire

contemplazione del celeste.

Nell'azzardo dei giorni

dei giochi puri della fantasia

almeno che rimanga alla deriva 

la danza delle nuvole!

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Le nostre poesie