Papà

Il mio uomo ti assomiglia un po', sai ?

Quanti anni per tornare a casa...

Voglio farmi una vita tutta mia, dissi,

non so se o quando tornerò.

Sei arrabbiato?

Rispondimi .

Perché non rispondi?

Ti ho fatto una domanda...

"Avrai la risposta in cuore

e tornerai a casa".

Mi accarezzavi col tuo sguardo.

Malinconico ? Forse

c’era una lacrima nei tuoi occhi

non riusciva mai a traboccare.

Mi sentivo infuriata, colpevole:

"perché e’ triste?"

Eppure sorridevi...

Il tuo sorriso a volte irritante.

Lo so, ora ,non era tristezza

Malinconia?

No!

Era l’Essenza, l’Espressione

Dell'anima tua che mi mostrava il suo amore.

Chi ti insegnò il mestiere del padre?

I miei figli crescono. Cosa dirò?

Ricordi il mio triciclo?

Il secchio a mo’ di elmetto?

Scorrazzavo per il giardino.

Le nostre passeggiate sui monti?

Coglievo mirtilli e fragole selvatiche...

"Non prenderle tutte - gentilmente ammonivi -

Lasciane anche per gli spiriti dei frutti,

devono nutrirsi, sai?"

I funghi giganti che usavo per capello...

Tu sei sempre lì con la tua fotografia.

Le rivedo spesso ,le tue foto...

Una finestra, si affaccia sul mio cuore

esplora gli angoli più intimi,

dietro , invisibili, i tuoi occhi,

li percepisco.

Ed io ti amavo

Ero paffutella, mi prendevano in giro

i miei compagni di scuola.

Voglio fare la dieta,

nessuno vuol fare l’amore con le ciccione.

Mi incoraggiavi.

Mi guardavo allo specchio

Sei bella, mi dicevo

Ricordo ancora ,dicesti:

"Non si fa l’Amore, l’Amore ha fatto noi.

Quello che chiami amore e’ solo sesso.

L’Amore si da’ all’anima, con l’anima"

Ti risento.

Lui sa sempre tutto, o così pensa.

Ma ti amavo

"Smettila di fare l'innamorata di tuo padre"

La mamma diceva scherzosa

Ma con un po' di gelosia, pensavo.

Ti amavo tanto?

Avida chiedevo di tutto sui ragazzi

Quanto chiedevo...!

Spiegavi sempre tutto.

Mi sorprendesti, ammiravo allo specchio

la prima peluria.

Facesti finta di niente.

Mi confidavo,

eri il mio amico.

La tua lacrima, libera finalmente

scorreva sul tuo viso quando,

ti dissi del mio primo mestruo.

Dannazione ,ero furiosa, eri preparato:

"Ricorda questo giorno", porgendomi

la catenella d’oro col piccolo scrigno a forma di cuore.

"Passalo a tua figlia nel suo primo giorno"

Non capivo, a volte mi sembravi un po' tocco.

Eppure ti amavo

Persi la mia innocenza e venni da te,

pudica, quasi vergognosa, raccontavo.

Ascoltavi, impacciato, eri bravo a nasconderlo

Perché non si arrabbia?

Un padre dovrebbe essere furioso

E tu?

Mi portasti fuori a cena quella notte.

....................

Io ti amo sempre, papà:

ritorno a casa.

Simbha 2000

 

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