PER SEMPRE
Il tempo non ha sbiadito la tua immagine,
un balenio di ricordi mi porta lontano,
in un vento di grano speziato di papaveri,
dove le nostre corse spezzavano la regolarità del paesaggio.
Poi in un attimo sprofondare abbracciati tra i fili d'erba
e rotolare in un'apnea d'amore.
Eccolo... ieri,
la luce filtrava nel rosone scarlatto della chiesa
e tu sei entrata come un raggio di sole.
E lì che lo sguardo, le parole, sono rimaste nel mio cuore,
in quell'istante sono diventato uomo,
passato, presente, futuro di me stesso.
Oggi ti guardo come allora,
niente è cambiato
e come se il tempo si fosse fermato.
Sei la stella più luminosa del mattino,
sei le parole più belle che io conosca,
sei un giorno senza fine,
sei.... per sempre.
Stefano Cardarelli
dedicata a mia moglie Roberta
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LA CLASSE DI LUCA
La sedia dondola con un ritmo regolare
ogni tanto si ferma....
due mani veloci giocano con il puzzle
un'arte di fare e disfare
e di soffermarsi sui particolari attentamente.
Luca guarda la finestra,
aspetta la pioggia... eccola
un senso di pace lo pervade,
attenua la sua solitudine.
Lo sguardo ritorna alla finestra
la pioggia, il cielo denso di nuvole,
il fragore del tuono e tutto ritorna come prima.
Riprende il ritmo regolare della sedia,
dal suo gomitolo…
guarda furtivamente i compagni,
li osserva rapito da un amore diverso,
sembra distratto e assorto,
questo è Luca.
Riprende la pioggia, sempre più forte
una luce improvvisa… il fragore
ma Luca non ha paura, la sua classe lo difende.
Sì, la sua classe, una voce contro i pregiudizi,
una mano di vernice contro il buio del mondo.
La costanza e la pazienza
di entrare in un universo parallelo,
senza modificarne i precari equilibri
di un mondo tante volte senza risposte,
come uno specchio senza immagini
dove l'importante è cogliere l'attimo
e serbarlo nel cuore.
Per un attimo infinito siete stati la mia classe,
adesso a malincuore devo proseguire il mio cammino
senza voltarmi indietro.
Stefano Cardarell
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LUCI DALL’INFINITO
Il tramonto chiude il giorno
in terra di Maremma.
Il monte sacro ai Tirreni
piano, piano sparisce nel respiro della sera.
Luci di borghi sospesi
punteggiano la notte quieta.
Una leggera brezza
sale verso i colli
e si perde nei vicoli bui
dei paesi già addormentati.
La notte si fa piena
di luci dall' infinito.
Si aspetta l' alba
con la sua foschia e i suoi rumori
per ridestare... l' incanto.
Stefano Cardarelli
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UNO SPICCHIO DI SOLE SUL POGGIO
Il pensiero scorre tra le dolci colline della maremma
sale e si sofferma in uno spicchio di sole sul poggio.
Li c'è una piazzetta...
racchiusa tra antiche case dai colori pastello
sembra una piccola Piazza del Campo
che degrada verso la piana, come i passi veloci
una panchina dallo stile nobile, regna sovrana.
Ogni giorno nasce una favola...
fatta di affetto e semplicità
una nonnina ed una bambina giocano con parole e canzoncine
cose semplici ma rare...
che ormai sfuggono alla frenesia del tempo.
Come un pittore
riesco a cogliere qualche attimo e dargli vita con le parole
è un quadro di rara bellezza...
la nonnina sta seduta sulla panchina, quasi racchiusa in se stessa
la bambina in uno slancio infinito,
l' abbraccia appoggiando la testa.
I capelli color del grano risplendono
in quello spicchio di sole del poggio
il vento maestro placato dalle stradine,
li muove dolcemente con un refolo.
I due sguardi si incrociano, si apre un sorriso
lo sguardo della bambina va al di là delle parole
chiede un'altra estate di sogni, parole e dolcezze
La nonnina annuisce sommessamente con la testa.
Le rondini sono andate via
le colline della maremma si apprestano all' imminente autunno
si fa tenue lo spicchio di sole sul poggio...
verrà una nuova estate con una favola che conosco già.
Stefano Cardarelli
dedicata a mia figlia Dacia
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AD UN PASSO DAL CIELO
O Dea Ishtar
sono il principe Ibbit-Lim
Signore di Ebla
ti prego, fa che le mie pianure
siano fertili come il grembo delle mie donne,
che il mio sguardo armato valichi i confini di Ebla,
che non abbia terrore del ricordo di Sargon
che uccise Ebla una volta...
ma ella come una rosa di deserto risplende ancora.
O Dea Ishtar
fa che i miei mercanti
scoprano altri mari sconosciuti e nuove città amiche.
O Dea Ishtar
fa che il mio popolo abbia un domani
e che il giorno tramonti con un vagito di bambino.
Io sono Ibbit-Lim
Signore di Ebla
né uomo né polvere di terra,
ma raggio di sole ad un passo dal cielo.
Stefano Cardarelli