Perdo i miei giorni

 

Perdo i miei giorni
a rincorrere i giorni,
come il vento
che rincorre il vento .
Il sole lo vedo avverso
e me ne affliggo,
è forse un’eclissi che sto vivendo?
Le mie notti si fanno più lunghe
e i giorni sempre più corti
come i miei sogni più meschini
incredibili ed assurdi,
e  forse non vale la pena
trovare altrove la ragione.
Confusa di notte,
senza una meta  certa,
fuggevole quindi di giorno
alla ricerca del mio mare ,
come una vela a braccia tese
alla ricerca del suo vento.
Come la bassa marea
si accompagna alla luna
dipingendo riflessi nel mare
vivo altre sensazioni.
Aspettando l’alba
che illumina i miei risvegli,
regalandomi un altro giorno.

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Son  desta

Son  desta
e cavalco  apparenze.
Distanze creo
 per  sfuggire
 agli  incubi che m’ inseguono.
 Mi lanciano sfide
 che meschina  non colgo.
Innanzi  vige  un cancello,
assurdo sfuggire all’assedio
che non si lascia ingannare.
E’ l’anima mia confinata in esilio.
 Infame e furtiva è stata la speranza .

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Le mani di un pianista

Nel silenzio della notte.....
scrivo  fiumi di parole
che non sanno dove andare.
Come le mani  di un pianista
nascono le note
imprigionate sui fogli del cuore
che non ingialliscono mai.
Catturo questo magico silenzio
unico momento
dove  ogni vivente
può ascoltare  se stesso.
S’inneggia l’inno dell’amore

Le note son sempre le stesse …
son le parole della notte.

                                      Ninfea

Maggio 2003

Le nostre poesie