LA VENDEMMIA

 

L’uva vermiglia e d’oro

pende dai verdi tralci,

sotto il cielo di ottobre.

Tini e mastelli

aspettano il rosso mosto e d’oro

tra grida festose

e canti e cantilene

di vecchi, donno e bimbi,

tutti venuti insieme

a vendemmiar.

Pietro Ducci 24 Aprile , 1953

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IL VENTO

 

O vento, o che dolcemente ti insinui

tra aghi di pini, tra piume di nidi,

tra muschio di borri,

o lambisca sorgenti fresche e canore,

o ti spinga alle vette più eccelse nel cielo

e impetuoso ritorni in spire, in vortici,

in basso, o ti lanci sul mare azzurro e spazioso

e bianchi cavalli grondanti di schiuma

sospinga ed aizzi in corsa sfrenata su

scogli e pietraie a frangersi in massa,

o che, in spazi immensi e deserti, furioso

sollevi dense nebbie di sabbia

e cruda e più cruda la vita riserbi

al viandante che in essi si attarda,

o che lievi sfere da bimbi affannosi

lanciate nel cielo sospinga più in alto

a svanire i colori nel buio dello spazio,

o che, più gentile, tu formi le brezze

che tanto sollievo danno al corpo

stanco e assolato nella calura,

o che vele bianche tu culli sulle onde

come il gabbiano che su te si adagia.

Che tu sia buono o cattivo, dolce

od impetuoso, morbido o rude,

sei superbamente potente, o vento.

Pietro Ducci Aprile, 1960

( Grazie Michele per avermi concesso si inserire le poesie di tuo padre, un momento di freschezza e di sorriso)

 

 

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