QUADRO DI FAMIGLIA

L'albero privato dai sui frutti.

La ragazza dagli occhi azzurri.

Il ragazzo dai capelli rossi.

Le rondini, tracciano cornici di pace.

Il sole lotta con le nuvole.

La pioggia, gelosamente, aspetta.

Un cane,

(forse di nessuno),

cerca.

L'uomo, assente, và.

Di botto, estasiato, ferma il suo andare;

arma un cavalletto,

ferma la tela;

da una bisaccia, tira pennelli e colori,

traccia le prime linee.

Scruta.

Ha paura che il tempo possa cancellare la memoria.

La pioggia ha avuto il sopravvento, vendicativa, cade,

cancella le linee;

il cane, ripara sotto l'albero.

Affaticato, un ruscello si trascina.

L'uomo piange.

La sera cancella la luce.

La notte sotterra il ricordo.

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SERA

Si addormenta il giorno, è sera.

Aspetto.

Aspetto:

un amore mai conosciuto,

un'amicizia persa nel tempo,

la fine di un'altra giornata,

passata con nulla provato.

Invoco:

la notte che mi separa dall'ombra,

il vento che trascini il mio canto;

un canto stonato di gente svuotata.

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IL NOSTRO AMORE

Il nostro amore,

appena partorito,

è già grande come il cuore di una madre.

Il nostro amore,

nato perché voluto,

vive con noi

e noi con lui moriremo.

Questo amore,

che ci ha rincorso nel tempo,

sovrasta le nostre menti,

ci ha trovati e legati.

Il nostro amore,

lontano da odiosi sguardi,

da tempo attese

racchiuso in uno scrigno.

È nostro, cercato, atteso, amato,

invidiato dagli altri,

perché nato di nascosto,

ci terrà legati nell'eternità del tempo.

                                                                                   Vincenzo detto Cenzo

 

Le nostre poesie