REGALAMI UN SORRISO

 

Regalami un sorriso

nei giorni di pioggia

nelle pieghe grigie delle nuvole,

fa che il sole

torni a scaldare la nostra pelle.

Regalami un sorriso…

tra la china della luna

e le dune del deserto.

Che questa retorica vita

si estemporanei nel pallore dell’inverno

e si fecondi nelle bionde spighe del grano.

Regalami un sorriso…

tra le braccia aperte dell’amore,

negli occhi vispi di un bambino.

Sì… regalami

la gioia di un tuo sorriso.

 

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TI RICORDI… SÌ MI RICORDO

 

Ti ricordi... sì mi ricordo
quando per noi il giorno non aveva mai fine
e i piedi nudi incuranti battevano il tempo
sulle stradine aride e polverose
che si perdevano nel tavolato del Fucino.
Ti ricordi... sì mi ricordo
i giochi in piazza, le urla i fuochi,
le sfide a pallone, te le ricordi
noi piccoli uomini su quel campo di sassi
a rincorrere come ossessi il cuoio sudato.
Poi veniva la notte per riporre i sogni,
la mattina si inforcavano le biciclette
e sparivamo dalla realtà quotidiana
per rifugiarci tra le macerie dell'arcano villaggio
dilaniato dal tremorio della madre terra
per reincarnare i riti tribali,
le gesta la vita dei nostri avi,
finché il tramonto non si chiudeva nei nostri occhi.
Un sorriso lacera la mia maschera
qualcosa mi pervade...
quella briosità, quella sete di avventura
che avevo vissuto allora
adesso che parliamo e ci guardiamo negli occhi
e le lacrime ci stringono il cuore
ci fanno tornare indietro nel tempo,
quando l' incoscienza ci avvicinava a Dio
e quell' innata gioia di vita,
colorava le nostre giornate.
Adesso... adesso devo ripartire
guardare il presente,
ma provo lo stesso dolore
che sentivo tanto tempo fa
quando tornavo a Roma dopo le vacanze
e quelle parole senza ritorno
ti ricordi... sì mi ricordo.

 

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NEI MIEI OCCHI SOVANA

La bruma autunnale
cela il profilo di Sovana
un timido sole splende cauto
sui tetti lucidi delle case medioevali
Sovana è arroccata sul tufo etrusco ultimo avamposto di un sogno
l' ultimo raggio libera le strade dalla foschia
l' ombra del pretorio
si staglia sulla piazza deserta di anime.
Sovana mi ricorda un capitano di ventura
prigioniero del suo coraggio
il silenzio viene violato
dal tonfo delle foglie che virano
dal rosso corallo al giallo ocre
il giorno finisce il suo pellegrinare
in terra d'Etruria
la bruma autunnale
si riprende l'immagine della cittadella
stelle tremolanti si perdono
nello scudo opaco della luna
il sogno finisce con Sovana nei miei occhi.
                                                   

                                                                   Stefano Cardarelli

 

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