SILVIA

Oggi colgo nell’aria

un impalpabile velo di tristezza.

La mente, persa nel sentiero dei ricordi,

coinvolge in mattiniere brume il cuore.

Un nome risuona tenue

tra mille riflessi d’ acqua e di luce

…Silvia…

un nome sussurrato

intercalato da morbide carezze.

Lampi di tenero azzurro

e bagliori di soffice oro

incorniciavano la dolcezza del tuo sorriso,

ed il sole, sopraffatto, si nascondeva dietro i monti.

Quanto ti amai nel breve tempo trascorso insieme!

Una panchina ci accoglieva, rifugio del nostro esistere,

negli occhi la calma rassicurante del lago,

nell’aria l’odore di mele antiche.

Silvia…le tue mani nella mia,

il capo chino in dolce abbandono,

tra le dita l’oro dei tuoi capelli,

pensieri d’amore che scivolavano lievi sull’acqua.

Quanto mi amasti nel breve tempo trascorso insieme!

E così passarono i giorni,

dimensioni senza tempo,

pieni di attimi crudeli perché trascorsi,

pieni di attimi gioiosi perché ancora da vivere.

Poi…quella mattina…presto…

Il lago coperto dall’ indolente e greve nebbia,

il frutteto muto senza canti al nuovo giorno,

il cielo cupo, opprimente sulle nostre spalle già provate,

il lungo abbraccio inefficace a sciogliere il gelo nei nostri corpi,

i respiri uniti tra lacrime che bagnavano i cuori spezzati…

addio Silvia…amore mio.

Mi resta il sapore di labbra salate

nel cassetto dei miei ricordi.

Oggi colgo nell’aria

un impalpabile velo di nostalgica tristezza.

                                            Fabriano 24 marzo 2001

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Ci sono giorni…

Ci sono giorni in cui vorrei uscire dai confini del corpo,

quando il corpo mi pesa nel suo modo di esistere,

quando il corpo frena la mia voglia di essere aria,

pensiero, luce.

Ci sono giorni in cui vorrei essere vento,

sollevare spuma sulle onde dell’oceano,

raggruppare granelli di sabbia per formare dune nel deserto,

passare veloce tra cime d’alberi nelle grandi foreste,

lambire lieve campi di grano,

scompigliare capelli soffici di giovani ragazze,

cantare tra cattedrali di ghiaccio e neve,

cadere improvviso per calme rassicuranti.

Ci sono giorni in cui vorrei essere pensiero,

annullare distanze infinite,

entrare nelle menti delle persone più care e portare serenità,

conoscere la libertà svincolata dal diritto di averla,

elaborare leggi universali per giusti uomini di potere.

Ci sono giorni in cui vorrei essere luce,

viaggiare e portare calore tra spazi siderali,

rimbalzare tra stelle lontane e romantiche lune,

illuminare le notti buie portatrici di paure.

Ci sono giorni in cui vorrei essere amore per darlo a chi lo vuole,

…e, per non rimanerne mai senza,

riceverlo da chi vuole darlo a me.

Oggi è uno di quei giorni.

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Come si fa…

  Come si fa a dire ad una ragazza così

che avresti voluto conoscerla prima, nel cuore e nella mente,

conoscerla per non lasciarla, per mille baci e carezze sulla pelle,

la pelle, calore tra le dita, dita che cercano, frugano, s’intrecciano con altre dita;

come si fa a dire ad una ragazza così quello che pensi di aver perso,

che non ritroverai mai più, che la vita si è preso e nulla ritorna indietro;

come si fa a dire ad una ragazza così

che quello che ti ha dato è tutta se stessa e tu,

tu hai dato tutto te stesso e avresti voluto dare di più;

come si fa a dire ad una donna così che ora vorresti la sua felicità,

che la merita, che deve,deve cercarla intorno a lei, dentro di lei,

che non può, che non deve vivere di ricordi che, comunque, il tempo sbiadirà;

come si fa a dire ad una donna così che lei è unica, dolce,

che quando ama è musica e la musica riempie la stanza,

e tu lasci che la musica ti scivoli addosso,

scompigli i capelli, intrecciati con i suoi capelli e, tra i capelli le note,

miste a parole, sussurrate, lievi, note e parole che cadono come baci sulla pelle;

come si fa a dire ad una donna così che vorresti salvarla,

che ci sia un uomo vero, che sappia accarezzarla, porgerle una rosa,

che sappia guardarla negli occhi e dirle -ti amo-  per tutta la vita;

come si fa a dire ad una donna così

che non sei tu quell’uomo, che vorresti, ma non potrai mai esserlo,

che la tua vita scorre veloce ma non è la sua vita e vorresti che lo fosse;

come si fa a dire ad una donna così che il tuo domani non potrà essere il suo;

come si fa a dire ad una donna così che tu, tu… sei quella vela, bianca…all’orizzonte.

 

  Renato

Le nostre poesie