Amore, stella mia.

Brilli in me, ardente,

sì dolce ma struggente,

fiamma viva e stella,

talora anche lacrima tagliente;

ma sempre e comunque vera,

viva e presente luce dei giorni miei.

S’invola, l’anima mia,

e trascinando il cuore aldilà del cielo

giunge a te, sogno mio segreto,

desiderio incessante di tiepido amore,

bisogno incredulo di perenne abbraccio,

sorgente calda di teneri sguardi.

Grazie, stella mia,

se oltre le nubi e i cieli ci sarai.

Mia dolce cometa,

sole mio accecante,

di nuovo grazie,

per il tuo calore,

per la tua luce,

per il tuo amore.

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Poesia perduta

Si perde la mia poesia nelle tenebre dei giorni bui,

passione, devozione, ardore, emozione,

ansia e paura di perderti, mio dolce amore.

Si perde perché è nuvola, è cielo, è sogno.

Si perde con lei tutto il tempo che per lei ho vissuto,

dolce ricordo di teneri sguardi,

sussurri, carezze, battiti e vibrazioni.

Alla mia stella dono il mio cuore,

e innanzi a lei non mento mai,

cuore e mente e stomaco e occhi…

tutto il mio essere è lì, vero, autentico.

Difficile, so, è il dialogar della nostra vita,

dei nostri sogni, del nostro essere.

E con le stelle, spesso così lontane e sole,

talvolta la voce non basta, il cuore non basta.

La passione, anche quella più ardente,

portavoce sincera e autentica del mio cuore,

non riesce a scalfire la corazza che

questo perfido tempo ha formato.

La candida pelle della mia stella giace, sola,

sotto la coperta degli anni grigi,

e l’infida stretta delle sue tristi braccia

è sì forte quanto fredda.

E’ l’abbraccio degli anni vuoti,

della vita perduta, dell’amore solo sognato,

della speranza di momenti, giorni, notti serene

mai più vissute.

E’ la voglia di vita che preme,

perché il tempo incalza,

e non sarà mai troppo presto,

e un solo minuto non tornerà mai.

E la candida pelle della mia stella è sola,

e anch’ essa aspetta, a volte impaziente,

che calde mani l’accarezzino,

che morbide labbra contino, una ad una,

le lentiggini che il tempo vi ha depositato.

Silenziose testimoni,

dolcemente posate sul suo corpo,

bagnate da mille lacrime,

colpite forte da malvagi schiaffi,

sporcate a volte da mani indegne,

e baciate troppo, troppo poco

da bocche sincere,

anch’ esse attendono notti serene.

La mia stella, la mia poesia,

spero non si perda in questo buio mondo,

spero brilli sempre ai miei occhi,

spero mi illumini e mi scaldi ancora.

Non posso scordare le sue carezze,

non riesco a non pensare alle sue dolci labbra,

non riesco ad immaginare la mia vita senza poesia.

Parlami ancora, o mia stella,

parlami, schiacciami con la tua forza,

deliziami col tuo canto,

bagnami se vuoi con le tue lacrime,

assordami con le tue grida,

colpiscimi con i tuoi ricordi,

scaricami addosso le tue tristezze,

fammi sentire l’ultimo degli uomini,

dimmi solo, amica mia dolce, che per te esisto.

Di poesia vivo e vivrò,

non basta per vivere, lo so bene.

Il viaggiar per stelle però,

ci fa scordare il mondo,

e ogni volta che riuscirò ad essere viaggiatore

ti vorrei con me,

per dimenticare chi ci vuol male,

per capire chi ci vuol bene,

per volare un po’ insieme,

per vivere la gioia di momenti veri,

volando, sognando forse, ma con amore vero.

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Sguardi

Sguardi,

come lampi i tuoi sguardi

colpiscono i miei occhi.

Indomite fiamme,

insaziabili fuochi,

come stuolo selvaggio

tutto ardono al passaggio,

divorando, rapide e voraci,

le mie tenere membra.

E non sono più sguardi,

ma tremanti mani…

…profumati capelli…

…e… finalmente…

…calde, dolci, tenere ed appassionate labbra

che tutto baciano, tutto sfiorano e ancora e ancora

vorrebbero baciare sfiorare e toccare tenere stringere

mordere scaldare avere baciare ancora….e ancora…e ancora…….

E non solo labbra…ma morbide mani, candida pelle,

appassionate braccia, che tanto stringono e che non

si accontentano, che vorrebbero stritolare, fondere a sé

la tua pelle, le tue dolci forme, ogni cellula del tuo essere.

 

Vittorio Rafele

 

Le nostre poesie