È TEMPO

Tetre ombre,

di smisurate croci,

sfilano d'innanzi

alla falce di luna,

le accarezza il vento.

Una nenia accompagna

il loro lento andare.

Alti cipressi,

senza rumore chinano le cime,

scandisce il tempo la clessidra.

Nella notte, appesantito dal dolore,

a ritroso, qualcuno avanza.

Mentre muore il ricordo

dell'ultimo scampolo di vita respirato.

 

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IL VUOTO

Ho visto un uomo camminare nella notte,

versare lacrime fra gli alberi del viale.

L’ho visto raccogliere un fiore appassito

e con le sue lacrime bagnarlo.

Ho visto una ragazza ridere senza gioia,

l’ho vista calpestare un’immagine,

l’ho vista giocare con la sua tristezza,

l’ho sentita cantare senza armonia.

Ho visto:

deschi imbanditi senza pane,

vecchi dissetarsi in rivoli di silenzio,

giovincelli mendicare il pianto.

Ho rivisto l’uomo!

Genuflesso , pregava.

Ho visto:

Le lacrime del mondo venire giù ,

La mano dell’uomo tendersi e raccoglierle,

Per quelli che come te non hanno lacrime.

 

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PROMESSA

Come pagaia affondo il ricordo

nell'immenso oceano del tempo,

mi sospingo verso quell'alba

che forse mai mi fu destinata.

Il ricordo mi trascina,

in lontananza.

Risento.

Un'ode cammina

sulle onde del tempo:

"Sino a quando..."

L'ultima frase al vento.

Il buio mi avvolge,

il vento mi porta...

I rintocchi dell'Ave Maria.

Finisce il giorno.

                

Vincenzo detto Cenzo

 

Le nostre poesie