Che vai, a cercar funghi?

Nella nostra società consumistica i funghi sono arrivati sui banchi dei supermercati, diventando quasi un cibo quotidiano. Ma si tratta di funghi coltivati, dal sapore e dall’odore inesistenti, buoni per tutte le pietanze; il fungo vero, quello che si trova nei boschi e che si presenta in molte varietà di colori, di forme e di gusti, è sconosciuto ai più, è un alimento di cui diffidano molti, e solo per pochi è un cibo amato e ricercato.

Questa loro lontananza dall’esperienza della maggior parte della gente (bisogna vivere in montagna o frequentare i boschi per conoscerli) fa sì che essi, nonostante la varietà delle famiglie e la molteplicità dei loro nomi, siano poco presenti nel linguaggio parlato di tutti i giorni e non suggeriscano molte espressioni metaforiche del linguaggio e si trovino in numero piuttosto raro nei proverbi.

La sola (forse unica) metafora che il nostro linguaggio moderno ha coniato, avendo il fungo come riferimento, è quella del terrificante effetto dell’esplosione nucleare: la colonna di fumo e vapori, che si innalza e si apre nella parte sommitale ad ombrello, ha richiamato l’immagine del fungo: un fenomeno più letale e micidiale di tutti i funghi malefici e velenosi messi insieme. Se si volesse in qualche modo classificare il fungo atomico secondo la tradizione linguistica, si potrebbe usare l’espressione «fungo di rìsico», con la quale si indica non solo il fungo velenoso ma anche la persona o la cosa di cui sia molto pericoloso fidarsi.

Ma se quest’ultima espressione è piuttosto rara, altre, giunte a noi attraverso la tradizione scritta e quella parlata, sono di più frequente uso linguistico. Per esempio: «Venire su come i funghi» o «nascere come i funghi» sono espressioni diffuse che indicano la rapidità, la facilità e l’immediatezza con cui nascono e proliferano certe cose.

La tradizione letteraria, invece, ci segnala un altro significato della stessa frase; "nascere come i funghi" in questo caso è rivolto non tanto alla rapidità dello sviluppo del vegetale, quanto all’habitat spesso poco felice in cui il fungo cresce. Per metafora, questo habitat diventa condizione esistenziale disagiata, come ci spiegano i versi di Cecco Angiolieri:

Ché se [l’uomo] non ha denari, e’ può ben dire:

io nacqui come fungo a’ tuoni e venti.

Sulla rapidità della crescita del fungo ci sono altre espressioni: a) In una notte nasce il fungo; b) Da un’ora all’altra nasce il fungo; esse sono usate per indicare l’arrivo di un evento improvviso ed inaspettato.

Tanto piovve che nacque il fungo si riferisce all’avveramento di una speranza, mentre Far nascere un buon fungo significa "avere una buona idea".

Ed ecco ancora qualche altro modo di dire più o meno usato nella nostra lingua:

Avere la vita dei funghi: Avere vita breve;

Cercar dei funghi in Arno: Fare fatica inutile;

Essere un fungo fuori stagione: Non trovarsi bene (essere un pesce fuor d’acqua);

Fare le nozze coi funghi: Apprestare mezzi inadeguati alla bisogna, essere tirchi;

Pigliare, prender fungo: Prendere cappello, impermalirsi.

Che vai a cercar funghi? E’ questa la domanda che si rivolge a chi per sbaglio ha indossato un indumento alla rovescia; l’espressione nasce dalla tradizione secondo la quale portare un indumento a rovescio porta fortuna a chi va in cerca di funghi.

Ci sono poi alcuni proverbi che completano le espressioni linguistiche riguardanti i funghi.

Dio ci guardi dal fungo di gennaio / e dalla polvere di aprile: per le coltivazioni a gennaio occorre il freddo secco e non il caldo umido che fa nascere i funghi (un altro proverbio dice "Gennaio secco / massaio ricco):

Anno fungato / anno tribolato: si sa che le piogge abbondanti e continue danneggiano la produzione agricola, mentre sono propizie per la nascita dei funghi; sulla stessa lunghezza d’onda, ma con icasticità triviale, in alcune parti della Sicilia si dice: Annata di fungi / annata di mmerda.

L’epoca migliore per la nascita dei funghi è sottolineata dal seguente proverbio: Tra maggio e giugno / nasce un buon fungo.

La rapidità e la nascita improvvisa ed inaspettata sono sottolineate anche dal seguente proverbio: Nasce un fungo in un’ora / che non nasce in cent’anni.

A chiudere questa breve rassegna abbiamo scelto un proverbio che, pur nel suo carattere niente affatto altruistico, ci ricollega agli inizi di questo intervento, là dove si diceva che i funghi spesso ispirano timore e diffidenza alla maggior parte della gente:

Chi muore attossicato dai funghi

È un fesso chi lo piange.

Mariano Fresta

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