Telefonata con cellulare

Da qualche anno ho superato i miei 40. Sono una donna sposata, ho due figli, sono ancora decisamente giovanile e piacente,come ormai molte donne a questa età (le quarantenni "vecchie" sono un ricordo del passato).

Fino a qualche tempo fa comunque conducevo una vita piuttosto monotona,e la noia la faceva da padrona nelle mie giornate. Poi, ecco una storia. Nessuno ne sa nulla, ma sono talmente felice di averla vissuta che ho deciso di raccontarla.

La mia giornata di solito comincia piuttosto presto. Quel giorno, erano le 7.30; mi ero già svegliata da un bel po’ e mentre, come ogni mattina, stavo per recarmi al lavoro, squillò il cellulare. Dal numero capii che era Laura, una mia carissima amica. Ma, quando risposi, una voce d’uomo mi sorprese: - Parlo con Anna?-.

Rimasi perplessa, non mi spiegavo quella stranezza.

- Mi scusi se l’ho disturbata - continuò la voce - ma era il primo numero sulla rubrica del cellulare di questa donna che ho soccorso -.

Mi venne un colpo: - Oddio! - esclamai - ma che cosa è successo a Laura? -.

L’uomo misterioso, rassicurandomi, rispose: - Non si preoccupi, sta bene,ha avuto solo un piccolo incidente. E’ in ospedale.Adesso i medici la stanno controllando, si riprenderà presto. Ha perso i sensi ma non e’ niente di grave. Ho chiamato con il suo cellulare - continuò l’uomo - per trovare qualcuno che le stesse vicino, che informasse i parenti. Io purtroppo ho un’urgenza,devo correre in aeroporto. Buongiorno -.

Non feci in tempo a ringraziarlo e, soprattutto, a chiedergli altre spiegazioni, che aveva già chiuso. Ma. pur nella preoccupazione che le sue parole mi avevano messo addosso, ero rimasta colpita dal tono caldo di quella voce e dai modi gentilissimi di quella persona.

Subito mi recai nell’ospedale che mi era stato indicato dallo sconosciuto e mi misi in cerca di Laura. La trovai in una stanza a tre letti: nel frattempo si era ripresa, ma non ricordava nulla, assolutamente nulla.

Io le raccontai dell’uomo che mi aveva avvertito. Un medico mi spiegò che non si era trattato di un incidente stradale, ma di una banale caduta, camminando per strada. Nel cadere aveva picchiato la testa e riportato un trauma cranico, gli esami avevano escluso qualsiasi complicazione.

Laura era soggetta a frequenti capogiri, dei quali i medici non erano mai riusciti a dare una spiegazione e, a quanto pare, nemmeno in quell'occasione.

Rassicurata, sia pure parzialmente, da medici, la riportai a casa. Al nostro ritorno mi chiese dello sconosciuto, del quale lei non ricordava nulla anche perché non doveva averlo nemmeno visto. Io però non seppi darle notizie.

Tutto il giorno quella calda, soave, intrigante voce al cellulare mi risuonò nella testa . E mi chiedevo se mai avrei potuto risentirla, visto che lui aveva chiamato con il cellulare di Laura e né io né lei potevamo richiamarlo per ringraziarlo. Ogni giorno che passava, ripensavo a quella voce: mi incuriosiva sempre di più e mi domandavo che tipo di uomo potesse mai esserci dietro.

Dopo una ventina di giorni mi squillò il cellulare mentre uscivo di casa. Era un uomo, quell’uomo: lo riconobbi all’istante.

- Ho trovato questo numero segnato su un pezzo di carta in tasca, ma non so a chi appartenga, con chi parlo? -

Al suono di quella voce trasalii. Cominciai a tremare, mentre le mie mani si inumidivano di sudore. E il cuore batteva forte, come fossi stata un’adolescente nel sentire la voce del ragazzo che le piace tanto.

Era proprio lui, l’uomo misterioso era ritornato.

Senza nemmeno rendermene conto, gli diedi subito del "tu".

- Sono l’amica della donna che hai soccorso qualche settimana fa, ricordi? -.

- Ah,ecco - rispose lui - Mi ero proprio dimenticato quando e perché mi ero scritto quel numero, e come sta la tua amica? -.

- Bene, tutto a posto - risposi. E sfacciatamente proseguii: - A me però è rimasta addosso una strana curiosità. Quella di sapere chi è, che faccia ha l’uomo che ha soccorso la mia amica e con tanta gentilezza ha telefonato -.

Lui stette zitto per un attimo, poi parlò come se non stesse aspettando altro che quel mio invito.

- Che incredibile combinazione! Anch’io ero rimasto colpito dalla tua voce. Poi,  con la vita stressante che faccio, mi ero dimenticato tutto, ma adesso che ti ho risentita… -.

Continuammo a parlarci per quasi un’ora, alla faccia delle tariffe telefoniche dei cellulari. E in poco tempo Bruno, questo e’ il suo nome, divenne amico, confidente, complice.

Ci cercavamo quasi tutti i giorni al telefono, senza ma chiederci come fossimo fatti. Eravamo ormai innamorati delle nostri voci. La storia andò avanti cosi per quasi 8 mesi (all’insaputa di Laura e ovviamente di mio marito come di chiunque altro).

Pensavo che non ci saremmo mai incontrati, dato che eravamo entrambi sposati e genitori, oltre che lontani. Ma un giorno Bruno mi disse: - Devo venire a Genova per lavoro, se ti va possiamo conoscerci -.

Così, dopo tre giorni, mi ritrovai all’aeroporto, tremante come una foglia, con una rosa in mano per farmi riconoscere.

All’improvviso una voce alle mie spalle: - Sei bellissima, più di quanto potessi immaginare -.

Dio, quant’era bello anche lui! Un uomo sui 45,meraviglioso. Salimmo sulla mia macchina, non riuscivo a guidare tanta era l'emozione. E lui a un certo punto non riuscì più a tenere ferme le mani.

Ci infilammo con l’auto in un viottolo di campagna e facemmo di tutto, pazzamente felici. Lui fu dolcissimo, mi coccolò per ore, finché comincio a imbrunire.

Avevamo infranto le regole, ma eravamo talmente attratti, l’uno dall’altra, che per noi non contava più nulla.

E cosi questa storia, nata stranamente da una casuale telefonata, non ha più fine. Io e il mio "uomo misterioso" viviamo lontani, in due città diverse, ma ci vediamo e ci amiamo tutte le volte che si può, da ormai un anno con la stessa immutata passione...

Giusy

 

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