Feliz Navidad Olga!

Attraversando la piazza lo guardo per l'ennesima volta, come si fa a non notarlo? Se ne sta proprio lì, in centro e senza scampo ci si inciampa con gli occhi tanto è ingombrante… il suo destino sembra stridere con la sua vera anima: il destino di essere sempre all'altezza dello spirito indomito della città. Povero Duomo, non è mai stato propriamente un richiamo al '… rimani con noi perché si fa sera…' ma un simbolo, per qualcuno addirittura un po' dolcificato, dell'industriosità meneghina con tutte le sue guglie, orli, pizzi e ricami. Ma non ho tempo di ghirigogare sull'ornato, corro ad acquistare (rieccolo 'il verbo': rivestito, camuffato, infiocchettato, sotteso, insinuato, urlato…) un piccolo microfono ed un connettore per Olga.

Lei è minuta, silenziosa, quando si muove in casa, sembra camminare sulle punte. Mi piace quando dice: 'Pablo!' oppure : 'mucho gusto!' Non conosce l'italiano, come molti di noi del resto, ma ci si intende lo stesso. Ha un suo strano modo di pulire la casa : 'à rebours'. Fa niente, sta comunque imparando e poi ci dà una grande lezione di essenzialità e sobrietà che non è da tutti, di questi tempi poi…

Sguardo buono, indifeso ma dignitoso di chi non ha nulla da proteggere salvo i suoi affetti. La settimana scorsa mi chiede, timida come un cerbiatto in cattività, nel suo spagnolo ecuadorizzato :'Como se hace?' 'A fare che?' rispondo io 'la polvere?' 'Nooooo, quella la so già far!' Sorrido dandogliela per buona. ' Per Natale voglio mandare la mia voce alle niñas'. Olga ha due bambine in Ecuador. La sbircio al mattino quando arriva come guarda i nostri bambini… Vorrei, come per incanto, trovasse una mattina le sue 'niñas' al tavolo con noi: latte, calore, biscotti, tenerezze, cereali e gesti buoni. Forse a lei basterebbero il pane ed il latte, cose essenziali e vitali, mentre noi, talvolta inconsapevoli feticisti del consumo, sentiamo il bisogno di palpare il superfluo. Certo è che il pane, questo grande bendell'uomo, sembra proprio mal ripartito nel mondo. Ma è più vicina lei, senza un vero alloggio, senza un pasto succulento e sicuro agli uomini di buona volontà, lei vagabonda come i pastori Quella Notte, o noi occidentali satolli ed ingordi che non guardiamo più nemmeno le stelle?

Lei, Olga non può vedere Giannella e Andrea a Natale e allora invierà un nastro registrato con la sua voce… Ad ascoltarla pare una nenia confortante e benedicente tanto i suoni sono musicali e le parole amorose.

Feliz Navidad Olga, a te ed alle tue niñas! La tua canzone sarà la nostra canzone di Natale.

Marta

 

 I nostri racconti