I giorni

Il giorno è triste, il silenzio regna sovrano, esco fuori, la giornata è grigia, fa freddo, il sole non c’è, stupido sole non ci sei mai quando servi…

Mi incammino, ai bordi di una strada polverosa scorgo un bocciolo di rosa, mi fermo, lo guardo, gli chiedo: "Perché sei nato? Tanto, domani, i tuoi petali cadranno e appassirai, a cosa serve la tua bellezza, potrei calpestarti e farti morire adesso, aspetterò domani..

Mi ritrovo a guardare il mare, sembra un mostro, anche i pescatori ne stanno lontani, è grigio e cupo, il rumore del frangersi delle onde sugli scogli insieme al bianco del loro incresparsi di spuma, sembrano il gorgoglio e la saliva di un mostro che ha appena mangiato…

Mi giro sentendo il pianto sommesso di un bambino, è sudicio e quasi senza vestiti, mi avvicino e, senza averne pena, gli dico:"Perché sei nato? vuoi essere uno dei tanti di cui avere pietà? Non diventare un essere inutile…

E' sera, dovrei dormire, ho paura, gli incubi mi rincorrono, vedo la rosa calpestata, il mare che travolge tutto, il bimbo picchiato e deriso…

Si fa giorno, e’ uno splendido giorno, il sole si fa spazio dalle finestre, gli uccelli cinguettano e volano di ramo in ramo.

Esco. Il calore del sole mi avvolge, mi incammino, rivedo il bocciolo, adesso è sbocciato, è diventata una rosa stupenda, una farfalla, dai colori sgargianti, si posa su un petalo, alcune api volano intorno, sullo stelo si arrampicano delle formiche, quella rosa è piena di vita…

Di corsa mi affaccio sul mare… e’ bellissimo l’azzurro del mare e si congiunge con il cielo, i riflessi del sole fanno brillare i pesci che sembrano danzare sull’acqua, i pescatori intenti a calare le reti sembrano cullati dalla dolcezza delle onde…

Molti bambini giocano sulla spiaggia… una risata mi fa girare, una donna abbraccia quel bimbo, lo stringe forte a sé e gli dice: "Perdonami, non ti lascerò più solo…"

E’ sera, dovrei dormire ma preferisco pensare…

Giuseppe

 

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