Recensione  già apparsa sul periodico di cultura Silarus 

MARIELLA PLUMERI CATERINI -Istantanee con bambina -

A cura di Giuseppina Longo Bartolini

L'autrice precisa, in esergo, che si tratta, in queste pagine, di vicende e personaggi immaginari e il lavoro non ha la presunzione di documento. Eppure, non c'è profondità maggiore di quella che trova nella parola la sua gnosi e la sua svolta, né grande verità che non appaia nitida e reale, nel tessuto di un discorso valido e sofferto. La prefazione della psichiatra Alessandra Barontini, è intitolata : " Storia di una donna: Marinella, Marina, Maria…". L'impianto del libro in questione è molto interessante e poggia sui piani della psicologia e della psicanalisi, in un intreccio sfalsato, ritornante, ambiguo, tale da insistere agli occhi del lettore, in un pianeta disorientato e arduo nel chiarimento totale.

In effetti, si tratta della vicenda, non importa se reale o immaginaria, di tre donne, in tre diverse età della vita, messe a confronto dalla necessità della sorte, in una stanza emblematica, dalle pareti bianche. Appare così un teatro di impressioni, passioni, sofferenze terribili in cui il franare della coscienza è un fatto inarrestabile, frammenti di vita come pensiero individuale, impressioni sospese nel tempo e nello spazio, per cui tre età e tre donne incrudeliscono contro se stesse, scavando negli abissi insondabili del rapporto umano e familiare. Reperti e lacerti di verità sempre in conflitto, contribuiscono a confermare la solitudine degli esseri umani su questa terra e in questa società ( ma il discorso è universale). Il tema dell'incomunicabilità appare vivo nelle scenografie che hanno il tono e il colore del deserto, su cui la parola/confessione s'imprime senza nulla poter risolvere del passato, nulla prevedere del futuro, che appare scomparso e non necessario. La Plumeri Caterini dimostra, in queste pagine, la capacità di una grande scrittrice. La prosa è salda, nel connettivo suadente e lancinante della narrazione/spettacolo. Si evolve e si aggira lo stesso personaggio, mentre ne scolpisce delicatamente i contorni, la fisionomia, il colore. Ella vive in Toscana, in una vecchia casa colonica, è scritto in quarta di copertina. Non guarirà del male di scrivere. Attendiamo, dunque, altre sue "storie".

 

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