L’esorcismo

Luca esce dalla chiesa completamente rinnovato.

Vi era entrato quaranta minuti prima, sorretto da sua madre e da un’amica di sua madre.

Quando entra, Luca è assolutamente inconsapevole di cosa gli stia succedendo, dove lo stiano portando, cosa ci faccia quel gruppo di persone ad aspettarlo, quei due uomini con il vestito lungo e nero.

La chiesa è piuttosto scura, sono le quattro del pomeriggio di una fredda e ventosa giornata autunnale. Un gigantesco crocifisso ligneo è appeso al muro dietro l’altare, sollevato di tre gradini rispetto al piano delle panche. L’ambiente è essenziale, una tovaglia bianca sopra l’altare, un cero acceso. Le pareti della struttura di cemento armato sono completamente nude. Fa freddo.

Qualcuno si siede sulle panche di legno e sta a guardare, altri si stringono intorno a Luca.

Un fischio stridente per un paio di volte assorda i presenti. Luca sussulta. Qualcuno voleva accendere il microfono. Ma a cosa serve il microfono?

Lo sguardo appannato di Luca spesso si posa su quei due uomini dal vestito lungo, volti nuovi. Adesso uno di loro, il più anziano, indossa un altro vestito, bianco, con una striscia luccicante. Ha i capelli grigi e qualche striatura rossiccia sulle guance. L’altro, alto e magro, quasi senza capelli, gli sta molto vicino. Solo l’amica della madre lo divide da lui.

Chi sono? Cosa vogliono? Perché lo guardano fisso e parlano di lui? Perché ogni tanto lo toccano?

Luca quasi non si rende conto, si sente stanco, a momenti sembra sul punto di piangere, di chiedere aiuto, di urlare, ma le parole di quell’uomo anziano richiamano la sua attenzione. Dal primo dei tre gradini, un po’ più in alto di tutti gli altri, quell’uomo alza le mani al cielo, spesso, e la sua voce si fa più forte, a volte quasi urla. Perché tanto rumore? Quelle parole sembrano non avere senso per Luca. Il peccato, il maligno, Gesù, la vergine, tutti i santi e ancora il peccato, la macchia. Luca guarda sua madre, guarda l’altra donna che gli sembra un’estranea, e si chiede perché i loro volti siano così pallidi e i loro capi chini sotto il peso schiacciante delle parole profferite.

E d’improvviso: "Questo è un esorcismo! Sì! Questo è un esorcismo!".

Un sussulto, un tremito. Qualcuno si inginocchia, qualcuno unisce la meni e prega, qualcuno guarda incredulo quell’uomo, ora più rosso in viso e agitato che tira fuori il demonio dal corpo di Luca, che lo libera, che lo purifica di fronte agli occhi di Dio e degli uomini.

Luca è stanco, non emette suono, continua a guardare quelli che lo circondano, che quasi lo chiudono in un cerchio, coloro che lo stanno rendendo degno di essere un figlio di Dio.

Ed ora i riti dell’acqua santa, dell’olio, della veste bianca, della candela accesa ed il saluto alla vergine completano il battesimo di Luca che finalmente nelle mani del prete esorcista strilla come un indemoniato.

Roberta Ferri

 28-10-03

 

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