LE PICCOLE ORE

Le piccole ore, così silenziose, in casa, dove solo il rumore dell’elettrodomestico ti ricorda dove sei.

Così predisposte all’intima introspezione, ai voli pindarici, della mente , come un giocatore di scacchi che prevede le mosse del destino e cerca di difendere, pezzo dopo pezzo, il suo cuore nudo. Oppure, prevede un attacco col suo alfiere, un subdolo ingresso della torre dietro la difesa del " nemico ", la vittoria è vicina, il risultato? Non esiste un vincitore, come non esiste un perdente nel gioco, esiste la partita, il giocarla è già una vittoria.

Queste ore fan proprio riflettere. Noi, così tanto e così poco, protagonisti dall' aspetto di comparse distratte e comprese d’ambizione e di protagonismo.

Le piccole ore sono la riscossa del respiro, fresco e delicato, che solleva il diaframma con regolarità , anche le narici, ultimo baluardo allo smog dell’aria, tremano delicatamente ed i polmoni si aprono , come una fisarmonica , creando il suono , talvolta sibilo, del respiro, tal'altra oscuro e indecifrabile , come un fiume che borbotta dalle viscere della terra.

Questo suono familiare, accompagna, il trionfo del respiro , indiretta coscienza del sé .

Le piccole ore sono degli amanti, col terrore di lasciarsi, la paura di scoprirsi.

Le piccole ore sono degli inquieti, come un’attesa forzata per un gesto senza riflessione, consapevolmente inconsapevole.

Le piccole ore sono per i soli, stranamente meno soli.

Franco da Pistoia

 

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