Prefazione di Roberta Ferri al romanzo: "In India con Lakshmin" - Autrice M.Plumeri Caterini

 

L’India si ama o si odia, non ci sono vie di mezzo.

Il viaggiatore che si trova a visitarla ne resta inevitabilmente sbalordito, affascinato, travolto da sensazioni che sembrano amplificate. Gli sembra quasi di "respirare" quelle tradizioni millenarie, minimamente scalfite da anni di colonialismo britannico e dall’attuale irrompente sviluppo economico.

Mariella Plumeri Caterini non sfugge a questa sorte. Visita l’India, la vive, la assapora.

E’ l’India che, con la sua spiritualità e le sue assurde contraddizioni, ispira questo romanzo.

E Plumeri si spinge in un’altalena di situazioni tra l’India e l’Europa che portano a riflettere sui temi antichi ed attuali delle differenze ed i condizionamenti sociali, dei rapporti spesso difficili tra uomini e donne, i mancati dialoghi tra genitori e figli e, ancora più nel profondo, dell’amicizia e del destino.

Uomini e donne nel romanzo assumono dei ruoli e li mantengono in quanto prestabiliti da una struttura socio-culturale che sembra non lasciare spazio alla libertà individuale. Ma, se una possibilità di riscatto c’è, questa è riservata alle donne. Sono loro che si assumono i rischi, fino al sacrifico, per realizzare nobili obiettivi o soltanto per responsabilità verso qualcuno, mentre la controparte maschile mantiene soltanto un’apparenza, nascondendo al mondo la propria meschinità.

È l’amicizia tra due ragazze, una indiana ed una italiana, che fa da filo conduttore a questo romanzo. L’India si scopre nei loro dialoghi tra domande e risposte intuite, nel loro antico legame al di là delle barriere fisiche del corpo e della morte, nelle immagini fissate come su pellicola dallo stile sintetico ed incisivo in cui ogni parola porta il peso di un significato.

I temi del karma e della reincarnazione, peraltro sempre e soltanto sottintesa, rappresentano il substrato del romanzo su cui si appoggia tutta la storia. Il trascorrere del tempo vede il ripetersi di situazioni con le protagoniste in ruoli diversi.

Il contrasto, o forse la complementarietà tra rassegnazione e trasgressione, nell’utopico desiderio di cambiare il mondo immutabile, danno una conformazione circolare al romanzo, in cui inizio e fine sembrano sovrapporsi per ripetersi ancora. Ma la lunga ricerca e la percezione di sé, della protagonista che è sempre presente nella storia, lasciano aperto lo spiraglio del libero arbitrio e della responsabilità delle proprie scelte.

Roberta Ferri

aprile 2010

Racconti/Saggistica