Quelle notti...

Sopra il tetto del mio garage, mi fermo a guardare la mia vita, appoggiato ad un muretto di ricordi antichi: quelle serate passate a fumare le prime sigarette, nelle fondamenta di una casa in costruzione, a sognare il futuro, guardando le stelle, ascoltando il rumore del vento che passava ogni sera da lì ; quel silenzio che lasciava sempre una melodia nel cielo, la melodia dell’amore e della speranza…

Ore che passavano come lampi, che non avresti mai voluto perdere nel corso degli anni, ma il tempo scorreva e piano piano quei momenti se ne andarono, sostituiti da serate in cerca di emozioni nuove, molto più forti e contorte…

Quelle emozioni che portano alla chiusura dei chakra, alla chiusura del tempo e di tutto ciò che hai intorno, trasformando quel paradiso in un labirinto infinito, pieno di sofferenze e di delusioni sempre più grandi.

Immaginare di essere grande, era bello sì, ma chi si sente grande? Il tempo ci dà un età, ma l’ esperienza non ha tempo…

Quando si diventa grandi mi chiedo io? Forse quando avrò quarant'anni o forse sessanta, forse mai, nessuno lo può sapere, diventerò uno di quei vecchi saggi che ama dare consigli e che dice cosa bisogna fare per non sbagliare, ma alla fine perché non lasciare che le persone riconoscano i propri sbagli?

Non si può insegnare a vivere, la chiave del paradiso è nascosta dentro ognuno di noi e al momento giusto verrà trovata, il mio mazzo di chiavi non serve per aprire altre porte, potrei trovare una chiave che sia simile, ma quella serratura non girerà mai, o se dovesse girare non ci sarebbe altro che una stanza vuota, senza ricordi né rimpianti, senza sorrisi e delusioni…

Scendo da quel tetto, osservando il cielo, fatto di milioni di stelle, quelle stelle che tanto facevano sognare, con un briciolo di amarezza nel cuore, saluto quel bambino e quelle notti che non vedrò più.

Minhea1462

 

I nostri racconti