Romagna

Una mattina come tante altre, i profumi tramandati che con dolcezza si insinuavano nelle narici,facendogli pregustare il rientro a casa, un ragù che sul fuoco bolle e danza in quella pentola intrisa di aromi e ricordi, il colore delle cose attorno, brillante perché irradiato da quel giallo sole così caldo ed accogliente che ogni malumore placa, nel fienile, con sapiente mano, alla ricerca dei quotidiani attrezzi.

L'occhio fruga e la mente vaga osservando le cose di un tempo passato, quanti ricordi che, come fotografie, affiorano alla mente, l'infanzia, i primi amori consumati al lume di una lampada a petrolio e poi lavoro,lavoro,lavoro.

Ora tutto svanisce come un bel sogno, e l'uomo, torna alla sua cruda realtà.

L'incedere deciso di un piede che, tante volte, ha seguito gli stessi campi, le stesse difficili strade, strade percorse da suo padre, dai suoi nonni che, come lui, lo stesso duro lavoro avevano affrontato, ma con tanta dignità e fierezza che. quei campi e gli orti rigogliosi di erbe e frutti,al suo passaggio, sembravano rendergli omaggio prostrandosi come fedeli sudditi al proprio re.

Contadino, quanta fatica spesa per un tozzo di pane e quattro stracci malandati, dall'alba al tramonto mai risparmiarsi fatica né mai un lamento su quell'aratro avido del tuo sudore, mai sazio della fatica.

su e giù per i campi,vitigni e solchi, semina e raccolto, un unico pensiero: questa è la vita?

Tutto è silenzio attorno, il rumore più grande i suoi pensieri, il cuore che batte, il nervoso contrarsi dei muscoli tesi allo sforzo, poi, come una divina illuminazione, un lampo attraversa il cervello e di colpo la natura si mostra nel suo splendore.

L'uomo si ferma a considerare la sua vita e le cose che lo circondano, la bellezza di quei colori che ora non sono più solo verde o rosso o marrone,finalmente ne riconosce le tonalità, l'intensità, ma sopratutto il valore e comprende che la vita è colore e di quei colori tutti lui, fa parte.

Non più grigio o nero ma un arcobaleno, ed ora, cosa succede, distingue i suoni e la melodia dolce degli uccellini che cinguettano come guidati da un compositore celeste.

La schiena ricurva per tanti anni non gli aveva permesso di vedere oltre l'orizzonte del suo aratro, compagno e padrone di fatiche, da oggi i suoi occhi hanno finalmente visto la luce e di questa luce brama saperne l'artefice: chi il pittore, chi il compositore, l'architetto geniale della mia esistenza?

Nessuna risposta sovviene alla mente del contadino, ma la consapevolezza che da oggi non è più solo perché parte della terra, del cielo, dell'aria, dell'acqua, si sente vivo e il suo lavoro acquista valore adesso che sa di essere direttamente un'estensione di colui che ha creato questa meravigliosa magia.

Luca Giorgetti

 

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