Susanna e Matteo

Questa è la storia di un incontro di due innamorati di nome Susanna e Matteo, svoltasi molto tempo addietro, nell'anno 1996 circa, nella grande pianura padana ed esattamente in un luogo molto nascosto e poco conosciuto, dove si trova un piccolo paese di nome Valeggio, così piccolo che la gente non fatica nel riconoscersi.

Se non t'indirizzi apposta, o per caso fortuito , non lo si nota, tanto è nascosto ed è esattamente capitato a Matteo, mentre era per una passeggiata estiva in bicicletta.

Era, di quel giorno, la prima mattina, la foschia stava dileguandosi prima di essere sovrastata completamente dal sole, indirizzato alto verso il pieno pomeriggio estivo,

quando, improvvisamente, Matteo vide i torrioni di un antico Castello: non sapeva esistesse in quella zona e, preso da quella lontana vista, s'indirizzò a grandi pedalate verso le torri.

Pedalò e pedalò, senza sentire la fatica, tanta era la curiosità e, man mano che si avvicinava, le torri apparivano sempre più imponenti.

Arrivato nei loro pressi, sparirono alla sua vista, nascoste da una folta vegetazione intorno ad un vecchio fabbricato ammalorato e cadente: questo era quanto restava del Castello, il tutto circondato da rigagnoli d'acqua per impedire l'avvicinamento alle mura.

Trovatosi davanti ad un grande cancello, adiacente al vecchio fabbricato, con grande meraviglia si aprì ai suoi occhi, una stupenda vista: tre torri grandi come giganti che davano l'impressione di essere dei guardiani perenni a quel posto, l'aria intorno odorava di muschio.

Le torri contornavano l'ossatura del maniero, contribuendo a formare la costruzione massiccia: era il Castello dei Signori Busca, XIV secolo.

Dopo essersi ripreso da tanta bellezza, si decise ad entrare, dopo aver verificato di poterlo fare. Trovò un'apertura nel muro di cinta, entrò e fu in mezzo al verde che faceva, in passato, parte di un giardino, fu attratto dalla vista di un pozzo antico e vi si avvicinò.

E mentre contemplava l'interno di quel pozzo, poggiandosi a quelle pietre vecchie, sicuramente testimoni di molti eventi passati, la sua mente fantasticava e una tranquillità invase il suo corpo al punto di fargli chiudere gli occhi. In quel momento magico, ogni suono smise di esistere, finchè una voce femminile lo scosse ripetendo un nome : Susanna.

- Susanna - gridava.

E quando il timbro di voce fu più forte, Matteo aprì gli occhi.

Ma una seconda voce femminile, che proveniva da dietro le sue spalle, gli sussurrò:

- Non fare rumore, non voglio far sapere della mia presenza a chi mi cerca - .

Lentamente il ragazzo si rigirò e, con sorpresa, fu a tu per tu con una bellissima fanciulla dai capelli biondi lunghi, forse dell' età di 14 anni, come lui.

Come era incantevole… ! Le parole gli si bloccarono al punto da renderlo muto, con lo sguardo fisso su di lei, incantato da quel Sole.

Fino a che, dalle labbra di lei, finalmente uscirono queste parole:

- Mi chiamo Susanna, il tuo sguardo ha riflesso la luce all'interno del pozzo, illuminandomi finalmente di quei raggi del sole che sono la vita, molto desiderati e impenetrabili in quel profondo buio, fino al tuo arrivo -.

E mentre lei lo invitava a prendere la sua mano, Matteo rimase riluttante per qualche momento, fino a che fu Susanna a stringere la sua, provocando, a quel contatto, un incantesimo: provò la sensazione di non avere più il corpo e fluttuare nell'aria insieme a lei, in quel giardino affollato improvvisamente di molte voci vive che cancellavano quella tristezza che prima era sembrata eterna.

Tutto si era illuminato a vita. Il Castello, luogo di grande saggezza vissuta, di importanti avvenimenti ed esperienze, tutti protesi nella ricerca di un ideale di perfezione, era tornato a vivere.

Susanna e Matteo si tenevano per mano e già fra loro era grande amore e le parole dette si inanellavano come pietre preziose.

In quel pozzo, era annegata, accidentalmente nel 1200, la Contessina Susanna Busca, un angelo. La sua purezza era rimasta immortale, il suo spirito pieno d'amore s'era fermato in quel pozzo, nel giardino del Castello, dove Matteo Rondelli fu insieme a lei, fino all'attimo in cui morì tra le sue braccia.

Aveva vissuto un' inestimabile passione e, nel breve tempo, per lui interminabile, ma solo durato pochi attimi, nel passaggio tra la vita e la morte. Infatti accidentalmente, in quel pozzo era caduto per la curiosità e il desiderio di un grande sogno mancato, sofferto, invano aspettato.

Vivendo quel momento magico, Susanna e Matteo avevano appagato quel loro bisogno d'amore, umanamente reale, a loro mancato, nella loro breve vita reale, che loro sarebbe spettato di diritto. E quel diritto, per incanto, era stato realizzato.

 Carlo Capelli (Charlie) 

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