Tentazione perduta
La vita ha in serbo molte sorprese. Veri momenti che non prevedi, basta saper aspettare, o accettare, e lasciarsi scivolare nello scorrere del tempo, nei giorni e nelle notti che interminabili si susseguono in un ciclo infinito.
Dico questo perché, sebbene mi sia sempre ritenuto un non bello, ho avuto anch'io la mia parte di avventura fino a provare sensazioni forti, come se la vita fosse un film.
Purtroppo, ora che sono entrato quasi nel limbo, dove si vive e si parla solo di ricordi, di fatti avvenuti nel corso della vita terrena, provo un pizzico di rammarico per lo svolgimento di allora. Racconto come è andata.
Esattamente questa vicenda, cominciò un giorno d'estate, vent’anni era mia l'età, quando tutto ciò che facevi sembrava splendente, il sangue ti ribolliva senza nessun timore, o insicurezze verso il prossimo. Era ancora, dico ancora, il periodo in cui la mamma ti accudiva in tutto, mentre ora, nell'attuale presente, la mamma è ferma in una seggiola , senza fare più alcuna cosa. Il mio unico pensiero, in quel tempo, era divertirmi, anzi gironzolare per cercare il divertimento, fare esperienze, assaporare fisicamente, sognare ciò che si spera di ottenere nel corso della vita .
Come di consuetudine, vado al bar, il solito del paese, tant'è che, chi abita lì, di sicuro, mi vede passare, ogni giorno. Parcheggio l'auto, e sì, senza auto non si può stare e, mentre cammino lungo marciapiede che porta verso il bar, ad un tratto vedo una signora che, di solito, passando, saluto. Lei è affacciata alla finestra del suo appartamento, situato al primo piano del palazzo, lascia cadere un qualcosa e, quando mi trovo sotto la finestra, ecco che mi parla. La scusa è che le è caduta una molletta per fermare i panni lavati, sul filo da asciugare al sole.
Dice : - Ciao Carlo, so che sei un bravo ragazzo, un tempo abitavo vicino a casa tua e ti vedevo lungo la via che percorrevamo entrambi. E’ come se ci conoscessimo da sempre. Mi riporti su la molletta , mi è caduta accidentalmente –
Io invece sospetto che non sia vero, che l’abbia buttata di proposito. Rimango un po’ pensoso, nell'ascoltarla , ma sto al gioco.
In risposta dico: - Come no, te la riporto subito - e sebbene mi senta un po’ impacciato, dico, tra me e me: " Carlo metti da parte la timidezza e affronta l'imprevisto".
Entrato nel palazzo, salgo per le scale , suono il campanello della porta d'ingresso, l'emozione è forte, ma la controllo. La porta si apre e mi vedo di fronte la bella signora. Le porgo la molletta e faccio per andarmene ma questa mi blocca, convincendomi ad entrare, è sola , allora entro.
Quante belle parole, discorsi fatti con semplicità, non nascondo un po’ di disagio in quella situazione, è una cosa che non ho mai fatto prima, ma che consapevolmente cercavo, quindi l’assecondo. Comincia con … siediti , dove vuoi, mettiti comodo, sul divano o sulla sedia… Io preferisco la sedia , ma è una scelta ugualmente poco felice, perché lei si siede all’ angolo del tavolo, nel soggiorno: siamo praticamente vicini, di fronte. Che emozione! La mente mia è già in fumo. Quella donna comincia parlare e parlare , aggiustando le parole con movimenti della sua persona , si avvicina e si ritrae. Comincio a bollire. Accidenti, le sue mani sembra che suonino uno strumento musicale, che delicatezza… E mi attira, mi attrae con quel suo modo di fare, sembra che mi stia cucinando ed io lì per farmi cucinare. Ammetto che è una donna molto affascinante, che emana profumo tutte le volte che si avvicina. Non capisco più niente, se gettano un fiammifero acceso contro di me, sono sicuro che prendo fuoco al primo tentativo, da pensare perfino ... e adesso … come uscire da questa situazione? Sto combattendo contro il desiderio di agire e il non farlo.
Ma questa imperterrita Signora prosegue per la sua strada, e io ho ben capito che mi vuole. Per districarmi dico la prima frase banale che mi viene in mente: - Come mai sei sola in casa?-
Lei risponde che il marito è via e non torna prima della fine della prossima settimana , e con discorsi abbastanza spinti ed intimi , mi dice che per lei è l'occasione buona di provare una nuova emozione, amare e farsi amare. Mi spinge perfino nella stanza da letto. ma poi ritorniamo di nuovo sulle sedie. Non crediate, sto per essere travolto dal suo desiderio, ma mi dico… ,no no, per i semplice motivo che conosco il suo compagno e non mi va di fargli, in parole povere, le corna. Lei insiste in tutti i modi e mi vuole. Ad un certo momento capisco che, se rimango ancora in quella casa, farò qualcosa che non voglio
fare ... tanto è il desiderio...A fatica raggiungo la porta e, trovando discorsi come alibi per evadere dalla situazione che si è creata , me ne vado.
Ero a pezzi, mi sentivo tutto imballato o imbambolato , tant'è che, al bar, gli amici quando mi videro mi chiesero che diavolo mi fosse successo e io in risposta: - Sono stato in paradiso e anche all'inferno…-.
Dopo, qualche giorno, ritrovai la signora che, tutta contenta. mi ringraziò per non aver fatto quello che in quel momento avrebbe voluto farmi fare. – Grazie, Carlo, per avermi impedito una follia -.
E io nella mia mente riflettevo: "non puoi immaginare che sacrificio sia stato! Non ho dormito tutta notte!".
Ora, nell'attuale presente, penso che forse sarebbe stato meglio se mi fossi lasciato andare nelle braccia di quel bellissimo momento, vivendolo appieno, adesso che so
che quell’occasione mai più sarà ripetibile.Almeno, allora, per il resto della notte, rincasando, avrei dormito
Carlo Capelli