Tu digli che…
sorrisi spenti si celano dietro sguardi seri e pieni di paura. Ombre animate da fantasie piene di terrore, spaventano l'anima. Paure, figlie delle mie incertezze, rendono al mio stesso cuore l'ansia. Fiumi di parole senza senso colmano il cervello. I pensieri danzano un ballo secolare. Musiche soavi,ora odono le mie orecchie. Incapaci di percepire suoni reali, si abbandonano a rumori superficiali; finti; inventati. Finti sono i profumi. Finta la morbida pelle che tocco. Finto il respiro sulla mia pelle. Un brivido ricopre il mio corpo. Apro la mente. E mi accorgo che non ero in un sogno... ma in un incubo spaventoso. Realizzare tutto ciò è come evadere di galera. La libertà è bella, ma la paura di essere preso di nuovo mi spaventa. Mi rincorre il passato. Fuggo da quel che è nitido nei miei ricordi. Mi prendono. Mi ribello. Trovo appiglio in uno schermo. Non mi serve pensare, ora, le parole escono da sole. I tasti pigiati, sembrano essere ansiosi di essere premuti.
Parole sempre esistite in attesa di essere rivelate. La falsità del mio volto nasce da quella maschera che ogni dì indosso. Domande. Risposte senza senso. Mi chiesero come facevo a star sempre bene. Mi
chiesero... ed io... rispondo ad una persona a caso. Ombra oscura anch'essa che mai potrà guardare il mio volto pieno di rabbia. Contorto dallo sgomento di un pianto. Domani risorgerò.
Ma se ti dovranno chiedere cos'è la tristezza di esser rimasti soli... senza più l'amore, tu rispondi loro che è l'incapacità dell'individuo a vedere la luce del sole...
...ma il sole c'è anche di notte, non dimenticare.
Gianluca Frangella